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Sbocceranno i fiori sulla ISS

Seminate nella ‘serra orbitale’ Veggie alcune piante di zinnia, che dovrebbero fiorire a inizio 2016. Finora erano cresciute in microgravità solo lattuga e piantine verdi

A bordo della ISS l’arrivo del nuovo anno potrebbe essere festeggiato con una particolare nota di colore: quella dei fiori delle zinnie appena seminate nella facility Veggie.

A dedicarsi al giardinaggio è stato l’astronauta della NASA Kjell Lindgren che lo scorso 16 novembre ha dato il via a questo nuovo esperimento che per la prima volta vede impiegati semi di una pianta da fiore. Lindgren ha acceso le luci dei Led della serra e ha messo in funzione il sistema che porta acqua e  nutrienti alle piante. 

Le zinnie, appartenenti alla famiglia delle Asteracee e originarie del Messico e dell’America Sud-occidentale, costituiranno un test per verificare il comportamento delle piante da fiore nello spazio, soprattutto in relazione ai parametri ambientali tra cui uno dei più critici è l’illuminazione, e per studiare le modalità di conservazione dei semi in orbita.

L’esperimento è propedeutico alla coltivazione di piante da frutto e ortaggi come i pomodori, la cui semina nella ‘casa cosmica’ è prevista per il 2017. Durante l’esperimento con le zinnie saranno anche raccolti dati relativi alla connessione tra la presenza dei fiori sulla ISS e il morale degli astronauti. Le zinnie, impiegheranno 60 giorni per crescere, un tempo decisamente più lungo rispetto ai precedenti esperimenti di crescita vegetale condotti a bordo. Le piantine saranno illuminate dai Led per 10 ore al giorno mentre saranno al buio per le restanti 14 ore in modo da simulare  l'alternanza tra giorno e notte. 


Fioritura di zinnie La ‘serra spaziale’, sviluppata dall’azienda americana Orbital Technologies, è stata già protagonista di uno straordinario raccolto lo scorso 10 agosto quando gli astronauti hanno potuto gustare la lattuga rossa romana piantata, cresciuta e appunto raccolta sulla ISS.

L’esperimento ha avuto una vasta eco per la sua importanza connessa soprattutto alla possibilità di produrre cibo in condizioni di microgravità, una condizione basilare per viaggi e permanenze di lunga durata nello spazio.

Prima della lattuga, nel febbraio del 2011, sulla ISS erano cresciute delle piantine - appartenenti alla famiglia del crescione - in una serra che faceva parte degli esperimenti dell’ESA condotti da Paolo Nespoli per la missione MagIsstra.   

“È la prima volta che, nello spazio, viene svolto un esperimento in cui si monitora il processo di fioritura di una piantina - ha commentato Sara Piccirillo dell'unità Volo Umano e Microgravità dell'ASI - i risultati ottenuti saranno di fondamentale importanza per chiarire gli effetti dell’ambiente spaziale in tutte le fasi del ciclo vitale degli organismi vegetali, dalla germinazione, al processo riproduttivo”.  

Nell’ottica dell’esplorazione umana dello spazio profondo le conoscenze acquisite con questa serie di esperimenti, che vedranno la produzione di pomodori sulla ISS già nel 2017, consentiranno di individuare le condizioni ottimali per la produzione di cibo fresco in orbita. 
 


Un'immagine del film The Martian Questi scenari richiamano alla mente il recente film “Sopravvissuto - The Martian” di Ridley Scott, la cui première nel nostro paese si è tenuta proprio presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana, lo scorso 29 settembre.

Mark Watney, l’astronauta che rimane solo sul Pianeta Rosso a causa di un incidente, riesce a sopravvivere grazie al proprio ingegno e alle competenze di botanica e crea, usando la terra di Marte, una coltivazione di patate.

Una situazione che per il momento fa ancora parte dell’immaginario fantascientifico, ma che un domani potrebbe concretizzarsi, grazie agli esperimenti nei settori biorigenerativo e sistemi abitati spaziali – ambiti in cui l’ASI è impegnata da tempo con un ruolo di primo piano.