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PROBLEMI AL PROPULSORE

SpaceX, non c’è due senza tre

Terzo rinvio consecutivo del lancio della missione SES-9 per SpaceX, questa volta per un allarme ai motori al momento del ‘via’

Dopo aver cumulato un poco invidiabile record di delay lo scorso anno, è stato adesso rinviato per la terza volta consecutiva in pochi giorni il lancio della nuova versione potenziata del Falcon 9 di SpaceX, con a bordo il satellite SES-9.

 

Il terzo tentativo del 2016 - programmato per il 28 febbraio da Cape Canaveral - doveva essere quello buono. Ma un "contrattempo" ha fatto scattare l'alert al momento dell’avvio del primo stadio, causando l’aborto di missione e lo spegnimento di tutti i nove motori del Falcon 9.

 

Il problema pare sia sempre il combustibile, l’ossigeno liquido. Per poterne caricare in quantità adeguata, è infatti necessario mantenerlo ad una temperatura quasi pari allo stato di congelamento (così se ne aumenta la densità e il propellente occupa meno spazio). Più carburante significa più potenza. E più carburante permette a SpaceX di fare due cose: immettere il satellite della compagnia lussemburghese SES-9 in orbita geostazionaria (a ca. 36000 km di distanza) e tentare di far atterrare il primo stadio del Falcon 9. Ma ogni volta c'è stato un inconveniente diverso che non ha permesso il controllo efficiente sulla temperatura. 

 

Il lancio, inizialmente previsto per settembre 2015, alla fine aveva trovato una data nel 24 febbraio scorso. E in Florida sembrava tutto pronto finché non ci si è accorti che bisognava rinviare di 24 ore perché la temperatura dell'ossigeno era troppo alta.  Il giorno seguente, secondo tentativo e secondo rinvio: questa volta per un problema nella fase finale di carico del propellente nel vettore. Fino ad ieri, domenica 28 febbraio, quando a un certo punto è stato avvistato un natante troppo vicino al sito di lancio: l'attesa necessaria per liberare l'area ha causato il riscaldamento del combustibile, facendo scattare l’allarme all’avvio dei motori.

 

Il Falcon 9 aveva fatto tanto parlare di sé, quando fu fatto atterrare il primo stadio del razzo a terra il 22 dicembre scorso. Ma questi continui ritardi stanno alimentando qualche dubbio sulle capacità della nuova versione potenziata del vettore. Nonostante ciò, SpaceX ha vinto un contratto NASA per ulteriori 5 missioni di rifornimento per la Stazione Spaziale Internazionale. Sbaragliando così la competizione, SpaceX si è aggiudicata un totale di 20 missioni di rifornimento per la ISS nell’ambito del Commercial Resupply Services (CRS) della NASA del 2008.