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Space Surveillance: l’Italia c’è

L’Agenzia Spaziale Italiana ha ospitato l’Info Day nazionale sul programma europeo di Space Surveillance and Tracking (SST) facendo il punto della situazione


Il support framework UE del 2014 ha dato il via al programma di sorveglianza e rilevamento di oggetti e detriti spaziali in orbita terrestre lo Space Surveillance and Tracking (SST) per fornire un nuovo servizio ‘spaziale’ agli utenti europei. La crescente minaccia di space debris e collisioni tra oggetti in orbita terrestre ha fatto sì che anche l’Unione Europea si mobilitasse.

Monitorare questi pericolosi oggetti spaziali è diventato di essenziale importanza per garantire la sicurezza non solo dei cittadini comunitari, ma anche degli assetti spaziali europei che orbitano intorno alla Terra. L’intento dell’INFO Day che si è svolto venerdì scorso presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana era quello di presentare e promuovere i contributi italiani a questo programma. L'SST programma è supervisionato dalla Commissione Europea, ma viene gestito direttamente dal Consorzio europeo costituito nel 2015 attraverso un accordo tra le agenzie spaziali di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna.




Attraverso la collaborazione tra i cinque membri del Consorzio e l’EU Sat Cen (European Union Satellite Centre), l’Unione Europea acquisirà una nuova competenza nel settore spaziale, dopo i successi del programma Galileo, per la navigazione satellitare, e Copernicus, per l’osservazione della Terra.


L’Organismo di Coordinamento e di Indirizzo per le attività di SST (OCIS) ha il compito di coordinare gli impegni italiani per il programma europeo e indirizzare l’ASI, in quanto rappresentante del paese all’interno del Consorzio SST. L’Italia metterà, dunque, a disposizione infrastrutture per il rilevamento degli oggetti spaziali, tra cui sensori radar e telescopi ottici presenti nel nostro paese. Alcuni di questi sono La Croce del Nord, situata a Medicina (Bologna), e il nuovo radiotelescopio SRT in Sardegna.


Nasce quindi l’esigenza di un dialogo tra le istituzioni italiane, in particolare con le Regioni per ottimizzare le risorse sparse per il territorio italiano, e per aumentare la presenza dell’Italia all’interno di ambiziosi programmi europei che possono vedere l’eccellenza italiana nel settore spaziale partecipe in prima fila.

I fondi, che arrivano dalla Commissione Europea e sono garantiti al momento fino al 2020, si inseriscono nell’ambito del programma Horizon2020. Questi finanziamenti vengono ripartiti equamente tra le agenzie spaziali partecipanti. Guardando al futuro del framework SST si è anche discusso della possibilità di includere altri paesi all’interno del Consorzio, una volta che il progetto avrà preso piede, in modo tale da includere un maggior numero di risorse e infrastrutture europee.