

16 Apr 2009
Non ci sono solo gli occhi di COSMO-SkyMed, puntati sulla zona dell’Abruzzo colpita dal terremoto dello scorso sei aprile. A circa 850 chilometri di distanza dalla Terra, sul satellite ENVISAT, è operativo un Radar ad apertura sintetica (SAR) i cui dati sono sfruttati dal progetto pilota sul rischio sismico dell’Agenzia Spaziale Italiana denominato SISMA (Seismic Information System for Monitoring and Alert). L’immagine qui a sinistra, al cui centro si trova il capoluogo l'Aquila, è stata ottenuta grazie all’elaborazione dei rilevamenti del Radar da parte dei ricercatori dell’Università di Milano del Gruppo interferometrico SAR.
La figura è basata sulla stima della differenza di fase dell’onda radar tenendo presente anche eventuali errori orbitali, atmosferici e topografici. Lo spostamento del terreno, lungo la linea di vista del satellite, è essenzialmente sul piano verticale. Sono evidenti dieci frange ellittiche concentriche, ciascuna delle quali segnala uno spostamento di quasi 29 millimetri: per questo la stima complessiva dello spostamento verticale del terreno provocato dal terremoto è vicina a trenta centimetri.
Le tre frange visibili in alto a destra corrispondono a un sollevamento del terreno di circa 90 millimetri, mentre in basso a sinistra c’è l’area maggiormente interessata dallo spostamento. Nel complesso, fenomeni di questa intensità rientrano pienamente nella norma dell’attività sismica per questa regione, dovuta alla ben conosciuta conformazione geologica dell’Appennino centrale.