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Sir Branson presenta SpaceShipTwo

A due anni dall'incidente di SpaceShipTwo Enterprise in cui perse la vita il pilota Michael Alsbury, responsabile dell'errore che provocò il disastro. Presente all'evento Stephen Hawking

Turismo spaziale a portata di tutti? Forse proprio tutti no, visto che il biglietto per un volo suborbitale è quotato ben 250.000€, ma certo si fanno passi avanti almeno valutando le parole di Sir Richard Brenson, il manager della Virgin Galactic che sabato ha presentato a Mojave la nuova SpaceShipTwo, da lui definita “un passo in avanti verso la democratizzazione dello spazio”.

 

Il nuovo spazioplano è l’evoluzione della SpaceShipTwo Enterprise, i cui test si erano fermati dopo l'incidente avvenuto nel 2014.

 

Al varo della nuova navetta erano presenti grandi personalità sia del mondo imprenditoriale aerospaziale che scientifico, come l’astrofisico Stephen Hawking che si è candidato per un “viaggio” tra le stelle: “Ho la Sla da più di 50 anni”, ha detto, “e non ho paura dell'avventura. Le esplorazioni dello spazio sono sempre state un momento di unità: le nazioni riescono a cooperare nelle missioni spaziali come sulla terra non sembra possibile. Stiamo entrando in una nuova era spaziale e spero che questo aiuti a portare unità”.

 

Il nuovo veicolo, che Hawking ha battezzato appunto Unity, porterà 6 passeggeri, tra cui due piloti. Raggiungerà i 15 km di quota agganciato all’aereo WhiteKnightTwo, per poi sganciarsi per compiere il volo suborbitale. Da lassù si potrà osservare la curvatura della Terra, ma anche il buio dello spazio e si potrà sperimentare l'assenza di gravità.

 

La navetta deriva dalla SpaceShip One, che nel 2004 vinse il prestigioso premio Ansari X Prize, spianando la strada alla conquista dello spazio da parte di compagnie ed aziende private.La Virgin Galactic e la Scaled Composites unirono le forze nella The Spaceship Company per sviluppare e commercializzare nuova tecnologia del nascente settore.

 

Lo sviluppo di SpaceShip Two è stato costellato da momenti difficili come l’arresto dello sviluppo di un lanciatore della Scaled Composites nel 2007 e lo schianto della navetta il 31 ottobre 2014. In quest’ultimo disastro morì il copilota Michael Alsbury e rimase ferito il pilota Peter Siebold. Le successive indagini mostrarono che l’incidente fu causato da un errore di Alsbury e non da difetti intrinsechi del veicolo