

20 Gen 2010
Il "kick off" è stato dato ufficialmente a Parigi lo scorso 15 gennaio nella sede dell'Hotel de la Marine in rue Royale, ma il punto di partenza risale al 2008. Per l'esattezza, al MARE/2008/13, il Progetto pilota della Commissione europea per "l'integrazione della sorveglianza marittima nel Mar Mediterraneo e nei suoi approcci atlantici". Un'opportunità che è stata immediatamente colta dai paesi membri che si affacciano sul Mare Nostrum: Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e, naturalmente, Italia. Il nuovo programma di sorveglianza marittima integrata, cofinanziato da Bruxelles e, almeno per il momento, di durata biennale, è stato chiamato BMM, sigla di Blue Maritime Sorveillance System Med.
Tra i principali obbiettivi del programma c'è quello di contrastare in modo più efficace e organico ogni traffico illecito nel Mediterraneo, ma anche migliorare le operazioni di ricerca e salvataggio in mare e combattere l'inquinamento ambientale. In poche parole, aumentare gli standard di sicurezza e sorveglianza, attraverso l'ottimizzazione delle risorse disponibili e lo scambio di informazioni. Si tratta di un "Progetto pilota" perché andrà a definire l'architettura del futuro sistema di sorveglianza comune del Mediterraneo, di cui rappresenta ad ora il primo passo concreto, sviluppando metodologie e processi condivisi a tutti i paesi rivieraschi e utilizzando informazioni sia di provenienza civile che militare.

Accanto: Il canale di Sicilia e le acque di Malta, in una immagine ripresa dal sistema satellitare COSMOSkyMed (ASI/Difesa) in modalità Scansar Huge Region (200x200 Km)
L'Agenzia Spaziale Italiana ha, all'interno del programma, un ruolo di primissimo piano. Innanzitutto perché condivide con l'agenzia governativa francese la guida del progetto. E poi perché l'ASI è capofila degli undici partner italiani, facenti capo a sette diversi ministeri. Sono nell'ordine: Stato Maggiore della Difesa e Stato Maggiore della Marina (Difesa); Direzione Antidroga e Direzione Immigrazione (Interni); Comando Generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera e Direzione Generale Trasporto Marittimo (Infrastrutture e Trasporti); Comando Generale della Guardia di Finanza e Ufficio Antifrode centrale (Economia); Direzione Generale Protezione della Natura (Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare); Direzione Pesca Marittima e Acquacoltura (Politiche Agricole Alimentari e Forestali; e, infine, il Ministero degli Affari Esteri.