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SCORE sotto il Sole

Lo strumento italiano, lanciato il 14 settembre, ha ottenuto la prima immagine dell'elio nella corona della nostra stella

28 Set 2009

Per la prima volta, un telescopio ha puntato gli occhi sul Sole ed è riuscito a fotografare le emissioni di elio che zampillano dalla corona della nostra stella (nella foto a sinistra). Il merito dell’impresa va a SCORE, (Sounding-rocket Coronagraphic Experiment), lo strumento italiano per lo studio dell’atmosfera esterna del Sole, lanciato con successo (dopo vari rinvii a causa di problemi tecnici e meteorologici) lo scorso 14 settembre a bordo di un razzo NASA, dalla base White Sands Missile Range, nel New Mexico. La missione, parte del programma HERSCHEL (HEliumResonantScattering in theCoronaandHELiosphere, un omonimo del telescopio a infrarossi dell’ESA), è frutto di una collaborazione tra l’ASI e la NASA ed è stato sviluppata in Italia grazie ai gruppi di ricerca dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Torino, delle Università  di Firenze e Pavia, e da Altec di Torino.

 

SCORE è stato progettato per ottenere immagini dell'emissione coronale alle lunghezze d'onda del visibile, ultravioletto e, fatto inedito, in estremo ultravioletto. Una prima analisi dei dati ha confermato il completo successo scientifico dell’esperimento. Come atteso, si è ottenuta la prima immagine dell’emissione dell’elio presente nella corona solare, cioè dell’elemento  del Sole di gran lunga più abbondante dopo l’idrogeno. Questo risultato costituisce la prima misura dell'abbondanza dell’elio in corona. Un dato di grande importanza  per la comprensione della formazione  del vento solare.

 


La struttura della corona, se osservata da SCORE nell’emissione dell’elio oppure in quella dell’idrogeno, differisce sensibilmente. Questo risultato è indice di forti variazioni di composizione nell’atmosfera solare.  Dal punto di vista tecnologico l’esperimento ha dimostrato che un unico telescopio può osservare  l’emissione della corona  esterna dal visibile all’ estremo UV, grazie all’uso di ottiche  rivestite di multistrati.

 


Il successo di questa nuova tecnologia coronografica è importante in quanto è la stessa che verrà usata per METIS (Multi Element Telescope for Imaging and Spectroscopy), strumento selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea  per il carico scientifico del Solar Orbiter, la sonda spaziale che per prima  penetrerà all’interno dell’orbita di Mercurio, e si allontanerà di più di 30 gradi dal piano equatoriale solare, per poter osservare  i poli solari tuttora  inesplorati.

 

La corona solare è  divenuta oggetto di particolare interesse da parte delle agenzie spaziali di tutto il mondo, in quanto  è l’anello di congiunzione tra Sole e eliosfera. Nell’eliosfera le magnetosfere planetarie, immerse nel vento solare, vengono continuamente perturbate dall’attività magnetica ed eruttiva del Sole.  La corona è quindi la chiave per capire i fenomeni che controllano gli effetti del Sole sui cambiamenti climatici.