

13 Feb 2009
Non era mai stata registrata una collisione tra satelliti di quelle dimensioni: Iridium 33, l’americano, pesava 560 chili; Cosmos 2251, il russo, 950 chili. Il primo, lanciato nel 1997, faceva parte di una costellazione privata per telecomunicazioni. Il secondo era stato messo in orbita nel 1993, ed era in disuso da almeno cinque anni. Si sono scontrati nel tardo pomeriggio di martedì scorso a circa 800 chilometri di distanza dalla Terra, grosso modo all’altezza del Polo Nord, frantumandosi in una nuvola di detriti: i primi rilevamenti hanno contato almeno 600 “pezzi” di taglia superiore ai 10 centimetri, ma il numero potrebbe crescere di molto considerando che i radar nelle loro continue ricerche individueranno anche i frammenti più piccoli. “E' possibile – spiega Claudio Portelli, esperto ASI di problematiche relative a detriti spaziali – che l’incidente sia stato causato da errori di misura di posizione e velocità del satellite in disuso oppure nell’esecuzione dei comandi di guida di Iridium 33”.
Le preoccupazioni della comunità scientifica, e non solo, si sono subito rivolte alle possibili “ricadute” sulla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale che si trova circa 500 chilometri più in basso rispetto al luogo dell’incidente. Per ora, le autorità russe e americane ridimensionano questa eventualità. Ma è certo che lo scontro tra Iridium e Cosmos, che non è il primo in assoluto nella storia degli eventi di collisione, riporta al centro del dibattito la questione dell’affollamento di detriti e oggetti vari nello Spazio. “Degli oltre 12mila oggetti che l’uomo ha inviato nello Spazio dal 1957 ad oggi – spiega Portelli – circa 5mila sono ancora in orbita e 8mila sono detriti prodotti a partire da satelliti e razzi in disuso da tempo”. Il “grosso” di questo materiale si trova tra i 200 e i 2000 chilometri di altitudine rispetto alla superficie della Terra, in una zona convenzionalmente definita LEO (Low Earth Orbit, orbita terrestre bassa). Più in alto, fino a 12mila chilometri, c’è la zona MEO (Medium Earth Orbit, orbita terrestre media), area molto meno “trafficata” e senza problemi particolari di affollamento di detriti. E' l'orbita occupata dai satelliti per la navigazione come quelli del sistema GPS e, in futuro, GALILEO. Molto più in alto, a quota 36mila, c’è la GEO (Geostationary Earth Orbit): un'orbita molto particolare, sottile e sopra l’equatore, in cui l’affollamento di detriti sale di nuovo. Attualmente vi sono circa 1150 oggetti (è l'orbita caratteristica dei satelliti per telecomunicazioni, in particolare quelli dedicati alle applicazioni televisive), tra cui molti detriti sottoforma di satelliti ormai in disuso e prodotti di passate esplosioni.