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Rosetta, il giorno del Sole

Dopo oltre un anno di corsa ‘sottobraccio’, la sonda ESA e la cometa 67/P sono arrivate al perielio. Il direttore di volo della missione Andrea Accomazzo scienziato ‘numero uno’ dell’anno per Nature

Alle 4:03 del 13 agosto (ora italiana, 02:03 GMT) la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (67P) ha raggiunto il perielio, punto di massima vicinanza al Sole: ‘appena’ 186 milioni di km, una trentina in più di una Unità Astronomica (la distanza media tra la Terra e la stella ‘madre’ del nostro sistema solare).

Rosetta e 67P sono arrivate, puntualissime, e insieme, a questo appuntamento. Dopo aver percorso ‘sottobraccio’ nello Spazio oltre 750 milioni di km in poco più di un anno: da quando il 6 agosto di un anno fa la sonda ESA è entrata nell’orbita della sua cometa al termine di un ‘inseguimento’ durato due lustri e spintosi fin nello Spazio profondo.

 

La notizia, attesa da tutta la comunità scientifica con la serenità degli avvenimenti previsti con precisione e largo anticipo, arriva nello stesso giorno di un evento che invece era meno prevedibile. La rivista ‘Nature’ ha infatti deciso di mettere l’italiano Andrea Accomazzo – che all’Agenzia Spaziale Europea è il direttore di volo della missione Rosetta – al primo posto della speciale classifica annuale degli scienziati distintisi negli ultimi 12 mesi in tutto il mondo.

 

“Mentirei se dicessi che non mi riempie di orgoglio e di soddisfazione – ha dichiarato, commentando a caldo la notizia Accomazzo - ma allo stesso tempo mi sento un po’ imbarazzato di fronte al team di Rosetta. Mi auguro che i miei colleghi lo vedano come un riconoscimento collettivo”.

 

Comincia da adesso il periodo di ‘massima attività’ per la cometa, che sta già espellendo 1000 kg di polveri e 300 di vapore acqueo al secondo, ‘disegnando’ una coda lunga circa 120mila km.   Per una cometa, il perielio vale come una sorta di ‘solstizio d’estate’ sulla Terra: non il giorno più caldo, dunque, ma l’inizio di una fase più o meno lunga di maggiore luminosità e temperature più alte.

 

“Ci aspettiamo il picco di attività verso la metà di settembre, perché la cometa – spiega proprio Accomazzo – continuerà a scaldarsi anche dopo il perielio. Rosetta, comunque – rassicura lo scienziato italiano - non corre grossi rischi: dobbiamo solo stare un po’ più lontani, volando a circa 300 km di distanza dalla cometa”.

 

Resta ancora in sospeso per il momento la sorte di Philae, il lander rilasciato sulla superficie della cometa lo scorso novembre che da oltre un mese - dal 9 luglio – è tornato in ‘modalità silenziosa, dopo aver fatto sperare tutta la comunità scientifica con l’inatteso risveglio  di metà giugno, quando il piccolo modulo era anche riuscito ad inviare una notevole quantità di dati.

 

Intanto, proprio in questi giorni la rivista Science ha pubblicato una serie di sette articoli sugli ultimi risultati scientifici della missione, frutto proprio dei dati inviati da Philae dopo il suo risveglio.

 

Il lander, analizzando le polveri sollevate con il suo sbarco, caratterizzato da diversi rimbalzi, ha scoperto che la superficie della cometa 67/P è ricca d’idrogeno, ossigeno, carbonio, e molecole organiche.

 

Ne sono state individuate sedici, quattro delle quali mai osservate prima d’ora su una cometa. “I composti che abbiamo rilevato – spiega Ian Wright, a capo del programma di ricerca – sono senza dubbio gli stessi che hanno concorso alla formazione della vita sulla Terra”.