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Radar in banda VHF e UHF

Grazie all'impiego delle basse frequenze sarà possibile acquisire informazioni anche sullo strato sub-superficiale dell'area investigata.

L'Agenzia Spaziale Italiana, con il supporto del CORISTA (Consorzio di Ricerca su Sistemi di Telerilevamento Avanzati) e la partecipazione della componente scientifica dell'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR, del Politecnico di Milano e Università di Trento, ha completato l'attività di ricerca e sviluppo finalizzata alla realizzazione e sperimentazione di un sistema radar multifrequenza operante in banda P (frequenze inferiori ad 1 GHz), in particolare nelle bande VHF e UHF. Il sistema è costituito da un sensore "sounder", operante alla frequenza di 150 MHz e da due sensori "imager" operanti alle frequenze di 450 e 900 MHz. Grazie all'impiego di frequenze più basse rispetto a quelle delle bande "classiche" L, C ed X, il sistema radar realizzato permette di acquisire informazioni anche sullo strato sub-superficiale dell'area investigata.



"Il Radar sviluppato nell'ambito della Direzione Tecnica dell'ASI è uno strumento che capitalizza le eccellenti competenze della ricerca aerospaziale italiana del settore" afferma Francesco Longo, responsabile dello strumento -  "il Radar in banda P” - sottolinea Roberto Formaro, responsabile del procedimento - costituisce uno splendido esempio di collaborazione e sinergia nel campo tecnico, scientifico e ingegneristico tra organizzazioni civili e militari". L’interesse della Difesa verso l’esplorazione del potenziale offerto dall'impiego militare della banda P, ha permesso, tramite i velivoli messi a disposizione dal Centro Sperimentale Volo dell’Aeronautica Militare, di soddisfare l’esigenza dell’ASI di investigare lo spettro applicativo di tale banda di frequenze, con particolare riguardo all’analisi di aree terrestri. Tale collaborazione ha consentito di effettuare una serie di sperimentazioni del radar P condotte attraverso due campagne di volo.


La capacità penetrativa dei radar in banda P presenta interessanti ricadute in ambito scientifico per il miglioramento della comprensione delle dinamiche di ecosistema, applicativo per usi militari e civili come per l’individuazione di installazioni otticamente nascoste o per ottimizzare le ricerche di reperti archeologici.