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Quando Caronte fece Hulk

Un oceano ghiacciato sotto la superficie della luna di Plutone che congelandosi ha spinto verso l'esterno "stracciando" la crosta così come Hulk straccia la camicia trasformandosi

Un oceano sotto la superficie di Caronte. È quanto suggeriscono le immagini raccolte dalla sonda della NASA New Horizons. Questo mare si sarebbe poi congelato spingendosi verso l’esterno e creando le crepe, le creste, le scarpate e le valli che caratterizzano la superficie della luna di Plutone.

 

Alcune di queste “fratture” superano i sette chilometri di profondità, un movimento della superficie di Caronte che in qualche misura ha ampliato la luna, un po’ come la trasformazione in Hulk strappando la camicia la renda di fatto più ampia.

 

Lo strato esterno di Caronte è infatti, in primo luogo di acqua ghiacciata. Quando la luna era giovane questo strato è stato riscaldato dal decadimento di elementi radioattivi, così come dal calore interno emesso da Caronte nella sua iniziale fase di formazione. Secondo gli scienziati il satellite di Plutone avrebbe potuto essere abbastanza caldo da fondere questo ghiaccio fino a formare un oceano sotto la superficie. Ma una volta raffreddatosi, questo oceano ghiacciando avrebbe fatto pressione sulla superficie producendo le enormi voragini che oggi vediamo.

 

L'immagine si concentra su una sezione della luna di Plutone informalmente chiamata Serenity Chasma, parte di una vasta fascia equatoriale di voragini su Caronte. In realtà, questo sistema di voragini è uno dei più lunghi mai visto nel sistema solare, lungo circa 1.800 chilometri è profondo oltre 7 chilometri. Per fare un paragone il Grand Canyon è lungo 446 km e profondo 1,6 km.

 

L’immagine è stata ottenuta grazie al Reconnaissance Imager (LORRI) da una distanza di 78,700 km da Caronte, il 14 luglio 2015.