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Progress fuori controllo

A causa di problemi tecnici durante la separazione dal terzo stadio della Soyuz il cargo russo non ha potuto raggiungere e rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Il rientro a Terra è previsto tra l'8 e l'11 maggio

I ripetuti tentativi di riprenderne il controllo da Terra sono definitivamente falliti: il cargo russo Progress M-27M - lanciato lo scorso 28 aprile dal cosmodromo di Baikonour col compito di raggiungere la ISS con un carico di circa 3 tonnellate tra rifornimenti, strumentazioni scientifiche e pezzi di ricambio - è ormai ufficialmente in caduta 'libera' verso la Terra


Dalle ricostruzioni dei tecnici del Comando Strategico USA, sembra che un secondo e mezzo prima del distacco tra la Progress e il terzo stadio del lanciatore - Soyuz - sia venuta meno la telemetria e quindi le informazioni sullo stato dei sistemi non siano state più ricevute.

Dai pochi filmati trasmessi da una telecamera della Progress prima che si spegnesse completamente, si nota che la capsula sta ruotando su sé stessa a una velocità molto alta probabilemente a causa di un errore o un esplosione avvenuta prima e durante la fase di separazione.


“Considerate le dimensioni, i materiali ed il peso, la capsula non si consumerà completamente nell’impatto con l’atmosfera, pertanto oggetti anche pesanti potrebbero arrivare fino al suolo", ha commentato Claudio Portelli, esperto ASI di 'Space Debris'. "Tenendo poi presente l’orbita attuale, Progress M-27M potrebbe rientrare tra l’8 e l’11 maggio, in una modalità incontrollata che è considerata non priva di rischi.

Bisognerà - ha concluso Portelli - attendere fino all’ultimo giorno e poche ore prima dell’impatto con l’alta atmosfera (80km) per capire più o meno quali saranno le zone esposte: potrebbe interessare diversi continenti.



Il mancato rifornimento della ISS, in ogni caso, non costituisce un grande problema né per la nostra astronauta Samantha Cristoforetti né per i suoi compagni: i rifornimenti presenti sulla Stazione sono infatti più che sufficienti fino all'arrivo della prossima capsula-cargo. Semmai, questo inconveniente potrebbe causare un ritardo nello svolgimento del programma scientifico - come era accaduto lo scorso ottobre dopo l'esplosione della capsula Cygnus , che aveva a bordo due degli esperimenti della missione Futura.