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RADIAZIONI SPAZIALI

Progetto PERSEO, sperimentazione effettuata

A bordo della ISS Paolo Nespoli ha indossato il prototipo di giacca protettiva dalle radiazioni spaziali. Il progetto è stato selezionato e finanziato dall'ASI nell'ambito del bando VUS2

Ieri, 7 Novembre, Paolo Nespoli ha eseguito sulla Stazione Spaziale Internazionale la sessione sperimentale del progetto PERSEO, indossando in orbita il primo prototipo di una giacca piena d’acqua per la protezione dell’astronauta dalle radiazioni spaziali, in particolare in caso di tempeste solari. 

Il progetto PERSEO, selezionato e finanziato dall'ASI nell’ambito del bando dedicato all’utilizzazione scientifica nazionale della ISS “VUS 2”, è stato coordinato dall’ASI e dall’Università di Pavia, e il prototipo di giacca è stato sviluppato in collaborazione tra il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia, le aziende Thales Alenia Space in Italia, Società Metropolitana Acque Torino (SMAT), AVIOTEC S.p.A., ALTEC S.p.A., ARESCOSMO S.p.A. e il Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, con il supporto di Kayser Italia S.r.l. 

La giacca di PERSEO, con un sistema di quattro contenitori integrati e connessi tra loro da tubi e valvole di controllo, è stata riempita da Nespoli con circa 22 litri dell’acqua potabile disponibile a bordo della ISS. Durante il riempimento i contenitori, vuoti al lancio, si espandono fino a offrire uno spessore di circa 7 cm di acqua, che funge da scudo per la radiazione, in particolare in corrispondenza delle zone più sensibili, come le ossa del torace e la colonna vertebrale, ricche di midollo osseo. 

A oggi, in caso di tempeste solari, agli astronauti viene chiesto di rifugiarsi in una zona dell’habitat spaziale con pareti di schermatura più spesse e di sospendere ogni attività. È però possibile che, proprio durante uno di questi eventi solari, si renda necessario l’intervento degli astronauti al di fuori di questo rifugio: indossando la giacca di PERSEO, l’astronauta può beneficiare della schermatura aggiuntiva offerta dagli spessori di acqua, e svolgere operazioni di emergenza limitando il rischio di essere esposto a un livello troppo alto di radiazioni.

 

Obiettivo primario della sessione è stato quello di verificare il livello di comfort e vestibilità della giacca una volta riempita: Nespoli ha indossato la giacca, muovendosi all’interno della stazione senza apparenti difficoltà.

Ha inoltre completato un questionario che sarà utilizzato per migliorare le caratteristiche del sistema. Al termine dell’utilizzo, il contenuto della giacca è stato svuotato da Nespoli nel sistema di recupero delle acque di bordo, senza alcuno spreco di risorse. Tutte le procedure sono state seguite con un coordinamento in diretta con i Mission Support Center di ALTEC a Torino e di Kayser di Livorno. 

"Il successo della sessione sperimentale - hanno dichiarato Giorgio Baiocco e Andrea Ottolenghi, dell’Università di Pavia, coordinatori del progetto - ha dimostrato come sia possibile, per le future esplorazioni spaziali, adottare una strategia di radioprotezione personale degli astronauti, a complemento della protezione offerta dalle pareti dell’habitat spaziale. Il tutto ottimizzando l’uso di risorse già disponibili come l’acqua, senza aumentare carichi di lancio da terra, e senza alcuno spreco". 

"Sistemi come la giacca di PERSEO - hanno aggiunto Martina Giraudo e Cesare Lobascio di Thales Alenia Space in Italia - sono molto promettenti per i futuri viaggi interplanetari di lunga durata, come ad esempio la missione su Marte allo studio delle agenzie spaziali. Continuando a lavorare in questa direzione, si potranno sviluppare ad esempio dispositivi per la protezione personale dalla radiazione che servano al tempo stesso per immagazzinare risorse di bordo, seguendo il criterio guida della multifunzionalità". 

Marino Crisconio, Program Manager ASI di PERSEO, ha così commentato: "Grazie ai diritti di utilizzo scientifico della ISS derivanti dall’accordo bilaterale con NASA, ASI promuove e finanzia la ricerca scientifica e tecnologica in microgravità, con uno sguardo particolare alle future missioni umane oltre l’orbita bassa (Luna, asteroidi, Marte)".