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PRIMI: il monitoraggio dallo spazio dell'inquinamento marino da idrocarburi

Il workshop sul progetto pilota dell’ASI presso la sede del CNR a Roma

Nonostante la protezione dell’ambiente marino sia di interesse internazionale primario, lo scarico illegale di idrocarburi a mare continua a rappresentare una grave minaccia all’ecosistema marino, specie per gli ambienti costieri. In questo ambito si colloca PRIMI, progetto pilota dell’Agenzia Spaziale Italiana per la gestione del rischio ambientale che ha come obiettivo il monitoraggio dei rilasci di idrocarburi nei mari italiani. Il workshop che si è tenuto in giornata presso la sede del CNR ha fornito l’occasione di presentare al pubblico  i risultati scientifici e le potenzialità di PRIMI. “Riteniamo che l’integrazione di dati satellitari sia la formula migliore per la fornitura di prodotti utili in caso di disastri devastanti come l’oil spill- ha detto Vittorio De Cosmo responsabile dell’Unità di Osservazione della Terra dell’ASI – Perciò PRIMI è uno di quei progetti da considerarsi patrimonio di tutti”. Un concetto, quello dell’utilità sociale del progetto ribadito anche da Enrico Brugnoli capo del Dipartimento Terra e Ambiente “ La minimizzazione dell’inquinamento da idrocarburi è un tema molto interessante per il CNR, difatti stiamo potenziando le strutture che si occupano di questo settore”.

 

PRIMI utilizza i dati SAR della costellazione di Cosmo-SkyMed congiuntamente con altri satelliti quali ENVISAT, ERS, RADARSAT e ALOS. Questo sistema osservativo è accoppiato al sistema di previsione per lo spostamento delle macchie individuate, basato su modelli di circolazione marina. Il sistema PRIMI fornisce anche dati di vento, di onde, di correnti marine e informazioni sulla presenza di navi nelle scene satellitari. Il sistema in fase operativa,  individua gli sversamenti di petrolio, definisce le loro caratteristiche principali, prevede l’evoluzione di ciascun sversamento osservato dallo spazio per le 72 ore  successive e mette a disposizione degli utenti  tutte le informazioni rilevanti  per la gestione ambientale. “PRIMI ha un’approccio user-driven – ha commentato Cristina Ananasso dell’Unità di Osservazione della Terra dell’ASI – ovvero coinvolge l’utente in ogni fase progettuale: dalle attività di validazione, alla dimostrazione dei prodotti mostrando il valore aggiunto fornito dal dato satellitare”. Data la rilevanza della questione oil spill a  livello ambientale ed economico gli obiettivi futuri del progetto sono orientati sulla possibilità di ottenere attività operative 24h su 24  in aggiunta all'acquisizione di informazioni da banche dati nazionali e internazionali.