ASI - Agenzia Spaziale Italiana - NewsASI - Agenzia Spaziale Italiana - News

Planck protagonista al congresso di astrofisica di Bologna

Entra in scena Haze, misteriosa foschia a microonde

13 Feb 2012

E' stato lanciato ormai da tre anni, doveva andare 'a riposo' l'anno scorso e ha perso uno dei suoi due "occhi" (l'HFI) poche settimane fa: eppure Planck è ancora lassù. E da lassù continua a stupire astrofici ed appassionati, indagando la radiazione cosmica di fondo. Questa mattina è iniziato a Bologna il congresso “Astrophysics from the radio to the submillimetre”. Neanche a dirlo, la parte da protagonista è toccata tutta ai nuovi risultati della missione,  presentati alla stampa durante la conferenza introduttiva.

 

Tra i tanti "inediti" emersi, che scandiranno la cinque giorni del convegno fino al 17 febbraio, particolare interesse hanno sucitato le enormi nubi di gas freddo - mai segnalate prima e individuate da Planck grazie alle emissioni di monossido di carbonio - e una sorta di foschia a microonde, battezzata Haze.

 

L’origine di quest’ultima è ancora tutta da spiegare. Ciò che è noto è che è stata rilevata dalla sonda nella regione che circonda il centro galattico e si presenta come un tipo di emissione noto agli astrofisici, l’emissione cosiddetta di sincrotrone. Tuttavia presenta uno spettro più “duro”. Vale a dire che spostandosi verso frequenze più alte, l’intensità della sua emissione non diminuisce in modo repentino, come invece avviene per il sincrotrone “standard”, e quindi risulta avere un comportamento “insolito”. Su questi risultati gli scienziati lavoreranno anche nei prossimi mesi.

 

Nel frattempo Planck, rimasto orfano dello strumento d’alta frequenza (HFI) per l’esaurimento dell’elio liquido, necessario a raffreddare a 0,1 K i suoi bolometri, continua ad accumulare dati nella sua esplorazione del cielo con il solo strumento a bassa frequenza LFI, ancora perfettamente funzionante ed efficiente e rileverà dati per buona parte del 2012.

 

LFI, infatti, come sottolineato da Nazareno Mandolesi, responsabile INAF dello strumento, era considerato lo dispositivo meno importante ma si sta rivelando fondamentale e lo sarà fino al 2013 quando saranno presentati i nuovi risultati, sui quali ci sono grandi aspettative.

 

Alla conferenza è naturalmente intervenuta Barbara Negri, responsabile ASI per l’Esplorazione e Osservazione dell’Universo. La Negri si è particolarmente soffermata sul tema della grande sinergia tra la comunità scientifica e il mondo industriale: “L’ASI ha un ruolo fondamentale – ha detto – ed ha investito 36 milioni di euro per l’intera realizzazione dello strumento LFI (responsabilità italiana) e per il contributo italiano allo strumento HFI. Inoltre sta finanziando la comunità scientifica con 2,7 milioni di euro per tre anni per supportare la missione in orbita e per l’analisi dei dati”.