

15 Mag 2009
"Siamo ancora emozionati, dopo aver assistito al lancio di questi due satelliti e adesso aspettiamo i primi dati scientifici che ci manderanno da lassù": questo il commento del vicecommissario ASI Piero Benvenuti, subito dopo la partenza di HERSCHEL e PLANCK dalla base ESA di Kourou. Il lanciatore Ariane, ottenuta l'autorizzazione formale dei tecnici incaricati dell'ultima revisione, ha regolarmente lasciato la superficie terrestre il 14 maggio all'ora stabilita, le 15.12 per portare i due satelliti al secondo punto lagrangiano, da dove studieranno l'Universo primordiale e il cielo infrarosso. "Entrambi - prosegue Benvenuti - ci daranno informazioni estremamente importanti sull'evoluzione dell'Universo".

I due satelliti si sono poi separati con successo dal vettore Ariane, posizionandosi sulle corrette coordinate orbitali per continuare in modo autonomo il loro viaggio. Il lancio è stato seguito in diretta dal centro ESA/ESRIN di Frascati in una giornata organizzata da ASI ed ESA nel corso della quale sono state presentate diffusamente alla stampa le due missioni, tra le più ambiziose mai programmate. PLANCK, in particolare, ascolterà i primi vagiti dell’Universo neonato, misurando la radiazione cosmica di fondo con una precisione 10 volte superiore dei suoi predecessori. HERSCHEL, il più grande telescopio mai mandato in orbita, osserverà nella banda quasi inesplorata dell’infrarosso galassie antichissime e le stelle nascenti.
Entrambi i satelliti sono stati realizzati con nuovissime tecnologie, vere e proprie sfide nel settore, e l'ASI vi ha contribuito in maniera sostanziale. In particolare è stato progettato ed integrato in Italia uno dei due strumenti di PLANCK (LFI, Low Frequency Instrument) dotato di radiometri di nuovissima generazione capaci di rilevare segnali dell'ordine del milionesimo di grado.
Sempre in Italia è stato progettato e sviluppato il sottosistema di pre-amplificazione criogenica dell'altro strumento di PLANCK HFI (High Frequency Instrument, un sistema di estrema cimplessità progettuale,e di realizzazione se si coinsidera che lo strumento HFI lavora a 1 decimo di grado dallo zero assoluto.
Inoltre sono state progettati e sviluppati in Italia i sistemi di controllo e il software dei tre strumenti di HERSCHEL (HIFI, PACS e SPIRE) ed è di responsabilità italiana l'analisi della survey del piano galattico. Tutto il lavoro, coordinato dall'Agenzia Spaziale Italiana, è stato finanziato da ASI con un sostanziale contributo di INAF. La realizzaziione di questi strumenti è stata possibile grazie al lavoro di più di 200 scienziati italiani e di un migliaio di ingegneri e tecnici dell'industria nazionale di settore.
Per saperne di più, sul sito ASI sono disponibili schede di approfondimento sulle missioni PLANCK e HERSCHEL.