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Parmitano, al via l'esperimento Diapason

Proseguono le attività scientifiche italiane condotte da Luca sulla ISS nell'ambito del programma Green Air

09 Set 2013

L'astronauta Luca Parmitano ha avviato lo scorso 6 settembre le prime operazioni per il secondo dei due esperimenti scientifici italiani previsti a bordo della ISS nell’ambito del programma Green Air.

A partire dalle ore 17,35 (ora Italiana), Parmitano si è occupato di avviare le fasi operative concernenti l’esperimento Diapason, ideato dall'impresa modenese DTM in partnership con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’azienda romana AGT Engineering. Diapason ha l'obiettivo di analizzare le particelle presenti nell'aria allo scopo di valutarne la qualità.

L'organismo umano e quello animale sono sensibili a queste particelle e non tutte vengono trattenute dalle vie aeree. L’analisi del diametro delle particelle nell’aria è una delle misure della sua qualità. Essa è normalmente effettuata con strumenti complessi mentre Diapason è uno strumento semplice, robusto, piccolo, leggero e portatile: circa 160 x 125 x 45 mm e meno di 350 grammi di peso.

Diapason è dotato di un piccolo ventilatore che convoglia l’aria ambientale attraverso due piastre mantenute a temperatura diversa da due batterie. Per un effetto fisico detto termoforesi, le nano-particelle di diametro tra 2 nanometri e 1 micron (cioè fra 2 miliardesimi e 1 milionesimo di metro), vengono catturate sulla piastra fredda. Dopo pochi minuti, la cartuccia di Diapason può essere rimossa e le particelle analizzate.

Diapason sarà posizionato e acceso in 5 diversi ambienti della ISS da Luca. Venerdì scorso sono state avviate le operazioni relative alla prima posizione di Diapason concordata con la NASA, mentre nelle settimane successive si procederà con le altre 4 sperimentazioni.

Lo scopo delle misurazioni non è solamente quello di misurare la qualità dell’aria sulla ISS, ma anche di tarare lo strumento in condizioni ideali (assenza di gravità), per ottenere risultati di riferimento da usare come correzione delle misure effettuate sulla Terra.

Con Diapason e il programma di ricerca Green Air, i payload sviluppati e operati a bordo della ISS dall'ASI ammontano a 19, per un totale di 51 esperimenti scientifici nazionali che hanno coinvolto oltre 120 investigatori principali.

Parmitano: "Pronto a una nuova 'passeggiata'. La gravità? Non mi manca per niente. Ma le mie bimbe, sì


5 agosto 2013

L'astronauta italiano in collegamento con l'ESRIN di Frascati ha risposto alle domande della stampa.

"Sono prontissimo a riprendere l'EVA da dove l'abbiamo lasciata con Chris, le tute sono già pronte". Così Luca Parmitano ha commentato l'eventualità che venga riprogrammata a breve la sua seconda 'passeggiata spaziale', interrotta in anticipo lo scorso 16 luglio a causa di una fuoriuscita di liquido all'interno della tuta del nostro astronauta.

"Le indagini sull'incidente sono ancora in corso, ma è stato escluso che si sia trattato di acqua. In ogni caso, io e Chris saremmo felicissimi di poter uscire di nuovo". Il 'nostro' lo dichiarato oggi durante l'inflight call con la stampa che si è svolta all'ESRIN, il centro ESA di Frascati.

Galleggiando nel laboratorio europeo Columbus, Luca ha raccontato della cena italiana insieme all'equipaggio della ISS: "Ero il responsabile del trasferimento dei rifornimenti portati in orbita dalla navetta europea ATV. Una volta terminate le operazioni, per festeggiare, ho offerto una cena italiana con primo e secondo ai miei compagni, eravamo in sei. Mi è rimasta una lasagna, magari l'aprirò domenica per ricordarmi come si pranza in Italia. E poi mi resta un tiramisù, ma non penso che lo mangerò: Karen ha una passione per questo dessert, credo lo darò a lei".

"La gravità ? Non mi manca per niente", ha poi rivelato alle telecamere di AsiTV, "l'unico problema in assenza di peso è stare attenti a non perdere le cose. Io sono piuttosto disordinato sulla Terra, ho la tendenza a mettere tutto in posti diversi. E qui sulla stazione bisogna essere metodici, perché gli oggetti si muovono ed è facile non trovarli più". 

E alla nostra domanda, cosa metteresti in valigia nell'eventualità di una seconda missione, Luca ha risposto così: "Ho portato molte cose con me. Una volta qui, mi sono reso conto che non ne avevo bisogno e che si può vivere in maniera spartana. Nel caso di una nuova missione, forse farei questo piccolo esperimento: cercherei di vivere con il meno possibile, come un giorno dovranno fare i coloni su un altro pianeta. L'unica cosa che veramente mi manca in questo momento sono le mie bimbe. Avere la mia famiglia con me sarebbe davvero un sogno. Forse in futuro, i coloni che partiranno per pianeti lontani avranno questa opportunità".

Parmitano: "Un sogno che non finisce"


24 luglio 2013

"Sento di vivere in un sogno che non finisce quando mi sveglio, ma continua giorno dopo giorno": così si è espresso Luca Parmitano, collegato ieri pomeriggio con il pianeta Terra per la la quarta 'inflight call' in meno di due settimane. 

Dopo i piccoli del Bambin Gesù il 10 luglio, i giornalisti il 12, il premier Enrico Letta il 19, ieri l'astronauta italiano si è idealmente 'video-collegato' con tutta l'industria spaziale italiana, concretamente rappresentata dal polo di eccellenza di ALTEC a Torino.

Nel capoluogo piemontese erano presenti i vertici di ASI e ESA, oltre naturalmente a quelli di ALTEC e al Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota. Quest'ultimo ha posto numerose domande all'astronauta italiano, sia inerenti il lavoro specifico sulla ISS sia riguardanti la sfera umana.

A questo proposito, Cota - che si è più volte complimentato e dichiarato sinceramente ammirato - ha espressamente chiesto a Parmitano di cosa sentisse maggiormente la mancanza. "Della famiglia, le mie figlie e il caffè espresso" ha risposto Luca, confermando per l'ennesima volta simpatia e umanità. "Sono delle bellissime risposte - ha chiosato il Governatore. Complimenti e un abbraccio da tutti noi".

Prima del collegamento telefonico con lo spazio, Cota aveva parlato dell’importanza dell'industria aerospaziale in Piemonte, che rappresenta un fatturato da 2,6 miliardi di euro e dà lavoro a 12.500 addetti. "Nessun settore come questo - ha ricordato Cota - investe così tanto in ricerca e sviluppo".

"La ISS - ha quindi sottolineato il Direttore Generale dell'ASI Fabrizio Tuzi - è una vetrina per le attività spaziali italiane, un testimone del circolo virtuoso tra ricerca, tecnologia e industria capace di creare occupazione e dare all'Italia una leadership di livello internazionale".

Letta: “Parmitano testimone del nostro Paese”


19 luglio 2013

Il collegamento con la ISS è regolarmente cominciato alle 15.21 e si è concluso, come previsto, venti minuti dopo. Senza alcun intoppo, a parte un problema audio risolto in una manciata di secondi con la sostituzione del microfono.

Da una parte l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano, reduce dalla sfortunata EVA di martedì scorso, 16 luglio; dall’altra il Primo Ministro italiano, Enrico Letta, assieme al presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Enrico Saggese e al Direttore voli umani e operazioni dell’ESA Thomas Reiter.

Ad introdurre l’inflight call, con i saluti di rito e le congratulazioni dovute per il lavoro svolto finora da Parmitano, sono stati naturalmente questi ultimi. Saggese, in particolare, ha voluto sincerarsi delle condizioni dell’astronauta dopo l’incidente de tre giorni fa. “Nessun problema fisico – ha risposto Parmitano – sono anzi felice di essere qui e poter fare il mio lavoro”.

Subito dopo è cominciato il dialogo tra Letta e l’astronauta, che ha toccato vari aspetti della vita sulla Stazione Spaziale Internazionale e si è aperto con la forte attestazione di stima da parte del primo ministro: “Volevo innanzitutto dirle - ha dichiarato Letta - quanto noi qui siamo orgogliosi del lavoro che lei sta svolgendo lassù”.

“In realtà sono io ad essere orgoglioso del mio paese, che mi ha permesso di essere qui”, si è schernito Parmitano, che si è quindi soffermato a lungo sul primato italiano nella costruzione della ISS, descrivendone i vari moduli abitativi.

“La leadership italiana in campo spaziale è molto forte, marcata e consolidata - ha aggiunto Letta - e noi vogliamo investire nella ricerca, nell’innovazione e nello spazio”. Il primo ministro ha poi chiesto a Parmitano di descrivere le emozioni provate durante la passeggiata spaziale e di descrivere la vita a bordo.

“Siamo i campioni della cooperazione internazionale - ha risposto Parmitano, riferendosi al rapporto coi colleghi sulla ISS - Qui la giornata dura 24 ore come a Terra, solo che abbiamo 16 albe e 16 tramonti. Si lavora molto. Molta manutenzione e molta attività sugli esperimenti scientifici. E poi - ha concluso - ogni giorno due ore e mezza di attività fisica, per contrastare il decadimento dello stato di forma causato dall’assenza di gravità”.

I venti minuti del collegamento sono volati. E’ rimasto il tempo per i saluti: “Quando tornerà a Terra - ha detto Letta - l’aspetto qui a Palazzo Chigi, ho altre domande da farle”. “Sarà un onore enorme per me - gli ha risposto Parmitano - appena tornato, dopo aver ricevuto così tanto, dare quel che ho da dare”. “Siamo con lei - si è quindi congedato il primo ministro - tenga alta la bandiera italiana e quella europea. E grazie di tutto”. 

“La ricerca spaziale è un settore in cui riusciamo bene e dobbiamo andare avanti - ha commentato Saggese al termine della video conferenza - Luca - ha aggiunto - ha un grande orgoglio della nostra bandiera e un entusiasmo che ha contagiato anche il presidente Letta. Lui ha dei grossi convincimenti e con Parmitano ha voluto capire se queste sue convinzioni erano valide. Lo spazio, per il presidente Letta, è un settore importante. Mi sembra che ci fosse sintonia tra i due, quando Luca sorrideva anche il presidente sorrideva. Letta crede nella ricerca spaziale e per noi – ha concluso Saggese - oggi è una bella giornata".

Terra chiama Spazio, Parmitano risponde: Seconda in-flight-call con la stampa dell’astronauta italiano


12 luglio 2013


La cosa che più colpisce, appena il collegamento parte (poco dopo le 14.15) è il volto sorridente, disteso, soddisfatto, di Parmitano. Che dovrebbe essere stanchissimo, al termine di una settimana di lavoro duro sugli esperimenti e soprattutto della prima EVA (attività extraveicolare) mai compiuta da un astronauta italiano. Senza contare l’altro collegamento (ieri) coi piccoli malati del Bambin Gesù di Roma.

Invece no: Luca sembra quasi felice, ha voglia anche di scherzare. E lo fa, giocando col guanto della tuta che ha indossato martedì scorso per quei “due passi” nello Spazio che lo hanno fatto entrare nella storia. Lo lascia lì, sospeso per l’assenza di gravità, un po’ come lui tre giorni fa. E ne ride coi colleghi fuori campo.

Da Terra abbiamo visto tutto, lui invece poteva solo ascoltare. Le tante, tantissime domande. Prima del presidente dell’ASI, Enrico Saggese. Poi dei giornalisti. Rispondendo a tutti con precisione, cura per i dettagli, rispetto per ogni curiosità. Anche la più strana, come è accaduto quando gli è stato chiesto se “partirebbe mai per un viaggio senza ritorno”: “forse – ha risposto Luca – sarebbe meglio chiedere a mia moglie e le mie due figlie”.  Touché: ironia, ma sempre con misura e garbo.

Venti minuti buoni è durato il collegamento. Si è parlato un po’ di tutto quello che è successo in questa manciata di giorni e di quello che sta per succedere. Quindi, soprattutto, dello straordinario successo dell’EVA di martedì scorso e delle attese per quella di martedì prossimo.

“Proprio adesso  - ha detto Parmitano, rispondendo a Saggese -  ho terminato di preparare gli strumenti per la prossima passeggiata spaziale (…) ho preparato tutto e so che uscirò per primo (…)” . Rivelando quindi che alla sua seconda attività extraveicolare, Luca avrà questo grande privilegio: “Uscire per primo – ha spiegato – è di solito una cosa che spetta al leader della EVA, quindi per me è davvero un grandissimo onore”.

Luca Parmitano in collegamento radio con i piccoli pazienti del Bambino Gesù


10 luglio 2013

Come appaiono la Terra e le stelle dalla Stazione Spaziale, come dormono e si lavano gli astronauti, come vengono curati se si ammalano: sono queste alcune delle numerose domande che 15 piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma hanno rivolto all’astronauta Luca Parmitano.

Alle 14.36 del 10 luglio scorso i bambini, riuniti nella Ludoteca dell’ospedale, dopo essersi preparati a questo evento speciale con disegni e pensierini, hanno potuto finalmente dare sfogo alle loro curiosità.

Luca, reduce dalla “passeggiata spaziale” effettuata il giorno prima, ha esaudito le richieste dei piccoli impiegando i 10 minuti circa del collegamento che è stato realizzato durante il passaggio della ISS sull’Europa. Non poteva mancare un quesito sugli alieni. “Gli alieni li ho visti sulla Terra”, ha risposto simpaticamente Luca. Il collegamento è stato possibile al supporto dei radioamatori volontari dell’ARISS.

Luca Parmitano si collega con gli studenti di Intercultura


8 luglio 2013 

"Non bisogna avere paura della paura. Certo sto provando una forte emozione all'idea della passeggiata nello spazio. Ma quello che mi spingerà fuori dalla Stazione Spaziale sarà la voglia di fare, la stessa che ha motivato voi a lasciare il vostro Paese e venire in Italia". Così si è espresso Luca Parmitano il 6 luglio scorso, rispondendo ad un domanda sull’imminente EVA, durante il collegamento con la platea di giovani studenti coinvolti nei programmi di Intercultura, la onlus che si occupa di scambi scolastici internazionali

In 500 si sono riuniti a Frascati per partecipare al collegamento radio che, svoltosi dalle 19.02 alle 19.15 circa, è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’ASI, i radioamatori dell’ARISS e l’ESA.

Le domande degli studenti all’astronauta italiano hanno riguardato soprattutto la sua esperienza con Intercultura e le competenze che ha sviluppato da liceale e che poi lo hanno supportato nel suo percorso professionale.

Proprio vent’anni fa, grazie a Intercultura, Luca trascorse l’anno scolastico della quarta liceo a Mission Viejo in California. "Come per tutti i bambini della mia generazione, ho accarezzato sin da piccolo il sogno di diventare astronauta - ha ricordato Luca - Poi, si sa, dai sogni ci si allontana, per pensare a cose più concrete. E invece, a 17 anni, trovarmi a contatto con il mondo dell’aeronautica in occasione del mio anno di studio con Intercultura, è stato lo spunto decisivo che mi ha spinto verso la mia carriera di astronauta. Il mio papà ospitante – prosegue Parmitano - era un militare, navigatore di F18 e spesso mi ha portato a vedere le manifestazioni aeree. Quello, in un certo senso, è stato l’inizio della mia carriera aeronautica”.

Uno speciale contatto radio per Luca Parmitano


2 luglio 2013 

Si apprestano a vivere una straordinaria esperienza e stanno trascorrendo questi giorni impegnati in attività propedeutiche. Stiamo parlando dei giovanissimi pazienti dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma che mercoledì 10 luglio, a partire dalle 14.36, avranno l’opportunità di dialogare via radio con Luca Parmitano.

Grazie al supporto dell’ARISS (Amateur Radio on International Space Station), gruppo di volontari che ha avuto incarico dalle agenzie spaziali dei paesi partner della ISS di sviluppare i contatti radioamatoriali con gli astronauti durante il loro soggiorno nello spazio, i bambini potranno interagire con “chi vede le stelle”, simpatica definizione usata da uno dei piccoli in suo pensierino.

Tramite il profilo Twitter dell’Ospedale i bambini hanno già inviato a Luca Parmitano un messaggio di saluto cui hanno fatto seguito dei coloratissimi disegni a tema spaziale visibili qui.

Quello con i bambini non sarà l'unico appuntamento via radio di Luca in questo mese. Il 6 luglio infatti è previsto un altro collegamento, realizzato con il supporto dell'ARISS e dell'ASI, che farà interagire l'astronauta con 500 adolescenti stranieri dei cinque continenti, riuniti a Frascati.

Il folto gruppo di giovani è accomunato dall'aver trascorso un anno scolastico in un Paese estero grazie ai programmi della onlus Intercultura. Un'esperienza di grande valore formativo vissuta anche da Parmitano che svolse l'anno scolastico della quarta liceo a Mission Viejo in California. Il collegamento si svolgerà dalle 19.02 alle 19.15 circa del 6 luglio.

Parmitano impegnato nelle attività di sperimentazione


21 giugno 2013 

Non c’è un attimo di pausa, sulla Stazione Spaziale Internazionale, per il nostro Luca Parmitano. Dopo il perfetto docking dell’ATV Albert Einstein all’inizio di questa settimana, che ha portato a bordo della ISS oltre 7 tonnellate di materiali, mercoledì scorso Luca ha completato la fase di installazione degli “experiment containers” dell'esperimento FASES nella facility ESA Fluid Science Laboratory (FSL).

L'attività si è protratta per buona parte del pomeriggio, ed è stata seguita dall'User Support Center di FSL in Italia, Telespazio Napoli. FASES è un esperimento su FSL di fisica dei fluidi, ideato per studiare il comportamento delle emulsioni in microgravità.

L'esperimento, selezionato dall'ESA e supportato da un grant dell'ASI, è stato ideato  e  proposto da un team di partner accademici e industriali coordinato dal CNR-IENI di Genova.

I risultati di FASES aiuteranno a ritrovare nuovi e più efficaci additivi emulsionanti e disemulsionanti, per l'industria petrolifera, chimica, farmaceutica, alimentare, ambientale e dei materiali.  Dopo l'attivazione di FSL e FASES, nelle prossime settimane si svolgeranno le operazioni di sperimentazione.

Parmitano: “Ci vuole un poeta per raccontare la libertà che si prova quassù”


7 giugno 2013

Decimo giorno di missione per Luca Parmitano. E prima “inflight-call” con il  pianeta Terra. Alle 14.40 in punto, dopo qualche piccolo problema tecnico prontamente risolto  – ma  i ‘salti’ audio e video, con i collegamenti dalla ISS, sono la norma – sullo schermo posizionato nella Sala Cassini, all’Agenzia Spaziale Italiana, è apparso il volto sorridente dell’astronauta italiano.

Subito salutato dal presidente dell’ASI, Enrico Saggese: “Vediamo sul tuo volto – gli ha detto il numero uno dell’Agenzia Spaziale Italiana – la stessa gioia di quando sei entrato nella ISS”. A seguire la girandola di domande, poste dai numerosi giornalisti presenti in sala, cui Parmitano non si è mai sottratto rispondendo sempre volentieri ed in modo il più esaustivo possibile.

“Le giornate sulla ISS – ha detto, replicando a una di queste – sono molto intense. Iniziano alle 6 del mattino, ora di Greenwich, e prevedono otto ore piene di lavoro, oltre ad un paio d’ore di attività fisica obbligatoria che qui a bordo effettuiamo con macchine fantastiche. Il tempo di fatto vola”.

Molti gli chiedono di dettagliare le attività a bordo e descrivere i momenti più significativi e più sorprendenti, fino ad adesso, della sua esperienza. “Nessun momento brutto – ha sottolineato Parmitano -. Tutto è stato positivo finora. Uno dei momenti più belli, invece, è sicuramente stato l’apertura del portellone della Soyuz: vedere i colleghi ed entrare nella ISS è davvero una grande emozione”.

“Devo dire però che c’è stata una cosa che non mi aspettavo – ha aggiunto -: il taglio di capelli del mio collega, Chris Cassidy. Devo ammettere che radersi completamente la testa per accogliere un ‘calvo’ come me, è stato un gran gesto di amicizia. Qui ho sempre la sensazione di trovarmi come a casa”.

Il tempo vola. La ‘call’ cade alle 14:55. Resta qualche momento appena per considerazioni ancora più personali. Alle quali, di nuovo, Parmitano non si nega. “Ci vorrebbe un poeta, per raccontare l’incredibile sensazione di libertà che si prova quassù, il fatto di potersi muovere in tutte le direzioni. E poi c’è la cupola: ammirare il mondo dalla cupola è un’altra sensazione indescrivibile. Non mi sono neppure portato libri a bordo – ha spiegato – perché voglio guardare il nostro pianeta il più possibile. Guardare questo gioiello così bello e fragile, chiuso nella sua piccola atmosfera, sospeso nel velluto nero dello Spazio, è qualcosa che davvero ti solleva lo spirito”.