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Orion si prepara al secondo lancio

Iniziati al Kennedy Space Center della NASA i test sulla capsula Orion, per preparare l’Exploration Mission 1 prevista alla fine del 2018. Sarà la seconda e ultima missione senza equipaggio, prima dell’utilizzo della navicella con astronauti a bordo

C’è fermento al Kennedy Space Center della NASA per l’arrivo di un ospite d’eccezione: il modulo Orion, pronto per iniziare una lunga sequenza di test dopo il via libera ricevuto lo scorso dicembre.

 

Orion sarà il veicolo spaziale utilizzato per l’esplorazione umana degli asteroidi e degli spazi cislunari, in vista del futuro sbarco su Marte. Ma prima dovrà prepararsi a un volo di collaudo – il secondo senza equipaggio – programmato per la fine del 2018 durante l’Exploration Mission 1 (EM1).

 

Il primo volo unmanned è avvenuto con successo il 5 dicembre 2014: Orion ha compiuto due giri completi attorno alla Terra, raggiungendo un picco di 5.700 chilometri di altitudine e andando poi a tuffarsi nel Pacifico.

 

Il viaggio di collaudo è durato in totale circa 4 ore, inaugurando così ufficialmente l’era “post-Shuttle” dopo la cancellazione del programma Constellation.

 

La seconda prova di Orion sarà più difficile: EM1 durerà tre settimane, segnerà il debutto del nuovo Space Launch System messo a punto dalla NASA e testerà le prestazioni della navicella prima del suo utilizzo con astronauti a bordo. Sarà dunque la prova generale della prima missione con equipaggio, prevista al momento per il 2021.

 

Il secondo volo di Orion servirà anche a lanciare 13 CubeSat– tra cui ArgoMoon, realizzato da Argotec e coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana – che saranno utilizzati per la prima volta nell’esplorazione dello spazio profondo oltre l’orbita lunare.

 

Per questo i test appena iniziati nella Neil Armstrong Operations and Checkout Building sono di importanza fondamentale.

 

Il modulo di Orion arrivato al KSC è quello che costituisce la struttura che ospiterà l’equipaggio. Il primo test a cui è stato sottoposto si chiama birdcage, letteralmente “uccello in gabbia”, che serve a controllare le condizioni di pressione del modulo.

 

Il test successivo riguarderà le condizioni acustiche del modulo, la cui struttura è formata da sette segmenti precedentemente assemblati presso il Michoud Assembly Facility, New Orleans, dove Orion aveva trascorso diversi mesi.

 

Arrivato in Florida, oltre a essere sottoposto ai test di controllo Orion verrà anche “integrato”: nei prossimi 18 mesi circa 100.000 componenti arriveranno infatti al Kennedy Space Center, e una squadra di ingegneri e tecnici della NASA li assemblerà nella navicella.

 

Il modulo riceverà così tutti i dispositivi necessari al volo: il sistema avionico, il sistema di distribuzione dell’energia elettrica e termica, il controllo della pressione della cabina, il sistema di gestione dei comandi e delle comunicazioni, nonché quello di guida e navigazione. 

 

“Al Kennedy – commenta Scott Wilson, manager di produzione di Orion – trasformeremo il modulo in una navicella perfettamente funzionante. Vogliamo essere sicuri che il veicolo sia pronto per la sua missione”.