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NASA, scelti i ‘cargo’ per la ISS

L’Agenzia USA ha comunicato la chiusura della gara per l’assegnazione del CRS-2 (Commercial Resupply Services 2): confermati per SpaceX e Orbital Atk, ‘new entry’ Sierra Nevada

 

La notizia, attesa e più volte rimandata, è finalmente maturata nella notte tra il 14 e il 15 gennaio: la NASA ha chiuso la gara per l’assegnazione delle missioni di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale tra il 2019 e il 2024 (nell’ambito del programma Commercial Resupply Services 2 - CRS-2). I ‘provider’ saranno tre: SpaceX, Orbital ATK e Sierra Nevada.

 

Per i primi due si tratta di una conferma, mentre per la corporation USA di Sparks, nel Nevada, che si è aggiudicata la commissione con due versioni dello spazioplano Dream Cheaser  (rappresentato nell'immagine qui a sinistra, durante un futuribile aggancio alla ISS), si tratta di una prestigiosa ‘new entry’. Restano invece fuori dalla porta Lockheed Martin e Boeing.

 

Cygnus

 

 

 

Nel dettaglio, Orbital Atk ha proposto tre versioni del Cygnus –  in gran parte realizzato a Torino da Thales Alenia Space – lanciabili sia con l’Atlas V che con l’Antares.  

 

SpaceX ha invece offerto due versioni del Dragon, entrambe recuperabili (come il vettore Falcon9 in sperimentazione) tramite ammaraggio o atterraggio: una si aggancerà alla ISS tramite il braccio robotico, una in modo autonomo.  

 

Lo spazioplano Dream Cheaser di Sierra Nevada, infine, è sostanzialmente lo stesso progetto che NASA a suo tempo non approvò per le missioni umane. Viene anche questo proposto in due versioni - in analogia al Dragon, autonome e non nell’aggancio alla ISS -  e potrà ‘prendere il volo’  sia con un Atlas V che con il vettore ESA Ariane 5.