

28 Gen 2011
“Dobbiamo investire sulle PMI, se no qui siamo morti”: sembra una semplice provocazione, una battuta, ma se a pronunciarla – in francese - è Michel Courtois (l’ex Chief Tecnical Officer all’ESA) diventa un’affermazione di un certo peso, che fa riflettere. L’occasione è stata la conferenza “Il ruolo delle Piccole e Medie Imprese nelle attività spaziali”, organizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana nella sede di via di Villa Grazioli a Roma proprio per fare incontrare il mondo delle Pmi italiane con l’ex capo tecnico dell’Agenzia Spaziale Europea.
La mattinata di ieri con Courtois, in una sala gremitissima di addetti ai lavori e rappresentanti delle organizzazioni di categoria, è solo l’ultima della serie di iniziative che da tempo l’ASI sta conducendo in questo settore, con l’obiettivo di rendere le Piccole e Medie imprese italiane sempre più partecipi dello scenario europeo e internazionale.
“Sul piano della creatività e su quello dell’innovazione, le Pmi (e ancora di più le università) hanno sempre giocato un ruolo fondamentale” ha sottolineato, nel corso del suo intervento, il Presidente dell’ASI Enrico Saggese. “Soprattutto nel campo della componentistica e nei piccoli sistemi - ha poi aggiunto Saggese – il nostro ruolo di entità controllata dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca è quello di trovare le occasioni opportune per far sì che le Piccole e medie Imprese sviluppino il loro business”.

Courtois, che nel corso della sua lunga e seguitissima presentazione ha analizzato la situazione continentale, ha auspicato un maggiore sostegno economico per le Piccole e Medie imprese da parte delle istituzioni e del settore industriale spaziale. “Le PMI sono una risorsa indispensabile – ha detto a margine dell’incontro - perché presentano rispetto alle grandi imprese una flessibilità maggiore. E’ importantissimo sostenerle economicamente perché nel settore spaziale i progetti sono spesso a lungo temine, durano anche dieci anni, e senza un adeguato sostegno i piccoli possono affondare”.
La necessità di un maggiore coinvolgimento delle piccole e medie imprese è stata sottolineata anche da Walter Piperno, responsabile ASI per il settore: “Uno degli elementi deboli del sistema Pmi europeo nel quadro tracciato da Courtois – ha detto Piperno - è la diminuzione quantitativa di questo tipo di imprese in Europa, probabilmente come effetto congiunturale della crisi economica globale. Il prossimo passo da compiere – ha concluso Piperno - è il superamento del gap tecnologico che non permette un’adeguata visibilità delle nostre Pmi”.