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MONITORAGGIO DEL CLIMA

Lo sguardo di ICESat-2 sui ghiacci

Il controllo satellitare della gelida coltre dei poli e della Groenlandia al centro della nuova missione NASA di monitoraggio, il cui avvio è previsto per il 2018

Indagine accurata della copertura glaciale delle aree polari della Terra e misurazione del suo spessore: sono questi i compiti su cui si dovrà concentrare ICESat-2, nuovo progetto satellitare NASA in ambito Osservazione della Terra, il cui lancio è programmato per il prossimo anno. 

Non si tratta della prima missione dedicata specificamente al monitoraggio del ghiaccio, ma rispetto a quelle precedenti - come la prima ICESat, in orbita dal 2003 al 2009 - il nuovo satellite presenta una strumentazione all’avanguardia. Lo ‘sguardo’ elettronico di ICESat-2 (il cui nome esteso è Ice, Cloud and land Elevation Satellite-2) consentirà di colmare alcune lacune tuttora presenti nelle osservazioni del manto ghiacciato, inteso soprattutto come elemento fondamentale che influenza il clima e gli ecosistemi.  

ICESat-2, infatti, sarà in grado di misurare lo spessore degli strati ghiacciati dei poli terrestri e della Groenlandia, un parametro ritenuto di grande rilievo per comprendere lo ‘stato di salute’ della copertura glaciale e l’andamento della sua estensione nel corso delle stagioni.  

Il satellite, che sarà attivo per tre anni e sarà gestito dal Goddard Space Flight Center della NASA, baserà la sua attività di ricerca su un singolo strumento, ATLAS (Advanced Topographic Laser Altimeter System), un laser il cui faccio luminoso è suddiviso in sei raggi per poter meglio rilevare i dislivelli della superficie da studiare. 

 

 

ICESat-2 (Credits: NASA) ATLAS, oltre a misurare l’altezza delle coltri glaciali, sarà impiegato anche per monitorare il manto nevoso, gli specchi d’acqua e la copertura vegetale.

Il filone di ricerca relativo a ghiacci e nevi è di grande attualità, considerati i cambiamenti climatici degli ultimi anni e la loro influenza negativa sulle coltri polari: nel mese di marzo, ad esempio, lo strato di ghiaccio del Mare Artico dovrebbe trovarsi in uno stato di massima espansione mentre quest’anno è molto al di sotto della media. 

Le ripercussioni sul clima sono pesanti: la riduzione del manto glaciale polare, infatti, comporta un maggiore assorbimento della luce solare da parte degli oceani e un’accelerazione nel riscaldamento del nostro pianeta. L’influenza di questi processi condiziona negativamente anche gli ecosistemi di quelle regioni e le attività delle popolazioni che vivono a latitudini estreme.   

Al momento il team della missione, che ripone grandi aspettative sul satellite, sta effettuando delle simulazioni informatiche per avere un’idea di cosa ICESat-2 potrà vedere con i suoi ‘occhi’ elettronici.