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L’Italia si fa più Spazio in Europa

Lo annuncia il nuovo Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea nella conferenza stampa di presentazione delle attività ESA 2016

 

Il nuovo direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea, il tedesco Dieter Woerner, ha sottolineato come l’Italia sia tra i paesi membri ESA quello che ha maggiormente aumentato la propria quota

 

Il governo di Roma ha, infatti, più che raddoppiato il suo impegno (+55%), arrivando a 512 milioni di euro e rafforzando la posizione di terzo finanziatore con il 13,4% - della parte spettante, appunto, ai paesi membri.

 

Questo incremento significativo si deve in gran parte al progetto per il lanciatore VEGA C, di cui l’Italia è capocommessa attraverso la ELV - joint venture tra la AVIO di Colleferro (70%) e l’Agenzia Spaziale Italiana, ASI (30%).

 

Tra gli altri paesi membri, i primi due finanziatori rimangono la Germania, con 873 milioni (+9%, 24,6% del totale) e la Francia, con 845 milioni (23,4%). Dopo l’Italia segue la Regno Unito all’8,7%. La quota più contenuta è invece versata dall’Estonia con soli 900mila euro.

 

“L’impegno italiano nello spazio è sempre più importante e si pone come elemento trainante per ottenere un ritorno non solo per le imprese coinvolte direttamente nel settore ma per tutta l’economia del nostro paese”, ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston.

 

“Le risorse che l’Italia mette nell’ESA - ha concluso - rappresentano un capitale d’investimento nell’innovazione tecnologica e nei nuovi servizi per i cittadini che la new Space Economy sta sviluppando”.

 

Oltre la 'quota membri', il maggior finanziatore dell’ESA resta la Commissione Europea, che nel 2016 verserà nelle casse dell’ESA 1,32 miliardi di euro - destinati soprattutto al programma di navigazione satellitare Galileo e al programma di Osservazione della Terra, Copernicus. Rispetto allo scorso anno, il bilancio dell’ESA è cresciuto del 18,4% arrivando a 5,25 miliardi di euro.

 

I programmi di Osservazione della Terra si confermano le più consistenti voci di spesa del 2016, con il 30,5% del budget. Il settore dei lanciatori è passato dagli 608 milioni del 2015 a poco più di un miliardo di euro per l’anno in corso (20% del budget totale). Perde finanziamenti il volo umano, che passa dai 371 milioni del 2015 ai 365 del 2016 (7% del totale).

 

Sul tavolo della conferenza stampa del DG dell’ESA, anche due questioni ancora aperte. In primo luogo il prolungamento della vita della Stazione Spaziale Internazionale (dal previsto termine del 2020 al 2024), con Francia e Germani che hanno chiesto una revisione del rapporto costi/benefici.

In secondo luogo, la seconda fase della missione ExoMars, quella relativa al rover europeo che dovrebbe essere lanciato nel 2018 (nella primavera del 2016 è previsto il lancio dell’orbiter della missione) e che potrebbe slittare al 2020 se non si trovano i finanziamenti europei necessari.

 

“Exomars - ha commentato in proposito Battiston - è un punto di svolta per l’esplorazione europea dello spazio e non a caso è una missione dove l’Italia ha la premiership, in termini industriali, scientifici e finanziari”.

 

“Se ci dovessero essere dei ritardi e dei problemi di finanziamento - ha concluso il presidente dell'ASI - risulta prioritario capire il perché e come affrontare la situazione. Ricordo che le risorse che il governo italiano investe su Exomars, come su altri progetti, sono un capitale  investito con idee molto precise sul tipo di ritorno che il nostro Paese deve avere. Sarà uno dei temi principali al board dell’Agenzia Spaziale Europea”.  L’appuntamento è quindi per la Ministeriale del prossimo dicembre