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LISA, al via la fase di test degli strumenti

Al via il collaudo del LISA Technology Package, la sonda raggiungerà l'orbita operativa a metà febbraio

Mentre LISA Pathfinder è in rotta verso la sua orbita operativa – il punto L1 distante circa 1.5 milioni di chilometri dalla Terra – il team responsabile delle attività della sonda è pronto ad iniziare i test sui sistemi di bordo e sul  payload scientifico.

 

Dopo il lancio del 3 dicembre scorso, LISA ha completato le manovre programmate per il raggiungimento dell’orbita operativa attraverso, il perfezionamento nominale di sei manovre di innalzamento dette “Apogee raising manoeuvres” (ARM) effettuate il 7, 8, 10 3 11 dicembre.

 


"Siamo molto soddisfatti dell’andamento della missione – ha detto Paul McNamara dell’ESA project scientist di LISA-  con l’attivazione del primo sottosistema del payload ora siamo un passo più vicini all’inizio ufficiale delle  operazioni scientifiche”.

La fase di commissioning inizierà nella giornata di domani con l’accensione del laser, primo componente scientifico del LISA Tecnology Package che avrà il compito di dimostrare la quasi perfetta caduta libera di due cubi d’oro-platino misurandone lo spostamento l’uno rispetto all’altro con una precisione sufficiente a registrare, nel tessuto dello spazio, increspature come quelle attese dallo scontro fra corpi celesti di enorme massa.

Il 22 gennaio, il modulo di propulsione sarà separato da quello del payload  in modo da ridurre le perturbazioni gravitazionali auto-indotte: così facendo  l’esperimento, cuore della missione,  procederà il suo viaggio verso L1.

 

Si arriverà quindi al 3 febbraio con il rilascio del sistema di sicurezza che trattiene i cubi; contemporaneamente verrà aperta una valvola per far sfiatare l’interno dell’alloggiamento della masse di prova. Durante questo processo i cubi saranno tenuti fermi da un particolare meccanismo denominato Grabbing Positioning and Release Mechanism (GPRM), collegato alle due facce opposte di ogni cubo.

Il GPRM verranno fatti ritrarre il 15 e 16 febbraio, in questo modo e le masse di prova non saranno più in contatto meccanico con la sonda.

 

La fase di collaudo si concluderà alla fine del mese di febbraio e le operazioni scientifiche partiranno dal 1 marzo.

 

LISA Pathfinder è il precursore tecnologico dell’osservatorio spaziale di onde gravitazionali pianificato dall’ESA come terza grande missione nel suo programma scientifico Cosmic Vision. La missione è stata realizzata con un importante contributo italiano  scientifico e tecnologico. I sensori inerziali, strumenti di alta precisione di fondamentale importanza per la sonda, sono stati realizzati dall’Agenzia Spaziale Italiana  con prime contractor  industriale CGS (Compagnia Generale per lo Spazio) su progetto scientifico dei ricercatori dell’Università di Trento con a capo il Principal Investigator Stefano Vitale, dell’INFN.