

02 Mar 2011
Finalmente per Leonardo è arrivato il gran giorno. Dopo quattro mesi di attesa e il via libera al lancio della missione Sts-133, è stato effettuato il collegamento tra il modulo italiano PMM e la Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto qui a sinistra, scattata dal nostro Paolo Nespoli a bordo della ISS, si vede molto bene il modulo - a sinistra - ancora nella pancia dello Space Shuttle Discovery. Le operazioni sono cominciate alle 14 e 43 di ieri, ora italiana, con lo sgancio di PMM dalla Cargo bay del Discovery, seguito dall'istallazione sulla ISS e dalla pressurizzazione del vestibolo. Si è conclusa così alle 18 e 38 ora italiana la lunga serie di operazioni necessarie a trasformare il modulo pressurizzato permanente Leonardo nella "stanza italiana" della ISS. Dopo ore di intensa occupazione e una lunga pausa è stato aperto il boccaporto di collegamento e gli astronauti del team internazionale sono potuti entrare in Leonardo, quando in Italia mancavano una manciata di minuti all'una.

Insieme a Leonardo fa il suo ingresso nella stazione un nuovo inquilino, molto speciale: Robonaut-2, un robot umanoide in grado di affiancare gli abitanti della ISS nelle attività ordinarie. "Avete tutti rivestito un ruolo importante, durante gli ultimi due anni il team PMM ha lavorato perchè tutto questo diventasse realtà"- così si è espresso Rafael Garcia della NASA, rivolgendosi a tutti i membri dello staff PMM.
Una missione "da libro dei record" la STS-133, come è stata definita dal direttore di lancio Mike Leinbach, perseguitata dalla sfortuna fino a pochi minuti prima del liftoff, quando un "intoppo tecnico" stava per causarne l'ennesimo rinvio. Ma poi tutto è andato nel migliore dei modi. Alle 16:53:24 EST di giovedì 24 febbraio, sette minuti prima delle undici di sera qui in Italia, è finalmente partita alla volta della ISS.
Dopo 4 mesi di ritardi dovuti a una serie di guasti tecnici e coincidenze negative che hanno assunto a tratti aspetti incredibili, lo Shuttle Discovery - il più longevo della flotta, visto che è entrato in servizio il 30 maggio del 1984 - ha cominciato il suo ultimo definitivo viaggio prima della meritata pensione. "Good to be here" ha commentato alla radio il comandante della missione Steve Lindsey subito dopo lo spegnimento dei tre motori principali e il rilascio del serbatoio esterno.
La rotating service structure (RSS, la struttura che permette l'accesso allo shuttle e lo protegge dalle intemperie) era stata rimossa la sera del 23, mentre il rifornimento dell'external tank (con più di 535.000 galloni di ossigeno e idrogeno liquido) era stato completato circa 12 ore dopo, mentre venivano confermate le condizioni meteo favorevoli al lancio. Il Count Down ufficiale era invece cominciato alle 15 locali (le 21 in Italia) di lunedì scorso, 21 febbraio. L'Agenzia Spaziale Italiana dalla sua postazione nella Firing Room del Kennedy Space Center, è stata interpellata in quanto responsabile del principale carico utile e ha dato il suo "go" al lancio dello shuttle.
Il docking con la ISS è avvenuto sabato scorso, il 26 febbraio, alle ore 20:14 ora italiana. Circa due ore dopo, alle ore 22:16, sono stati aperti i portelli fra il laboratorio orbitante e il Discovery, iniziando la fase congiunta della missione STS-133. Nell'immagine a destra, Bowen e Drew impegnati nella loro prima passeggiata spaziale (EVA).
Inizialmente programmata per il 1° novembre scorso la missione STS-133 non è stata assistita dalla fortuna: prima la perdita di idrogeno a carico del GUCP (Ground Umbilical Carrier Plate), una delle connessioni tra il serbatoio esterno della navicella e la rampa di lancio, poi le crepe rinvenute sul serbatoio esterno hanno costretto la NASA a sospendere le procedure per il lancio e a riportare lo shuttle nell'hangar di assemblaggio, il VAB (Vehicle Assembly Building), per ulteriori verifiche. Riparate le fratture e applicate nuove strutture di rinforzo all'External Tank (ET), il 1° febbraio scorso la navetta è tornata sulla rampa di lancio.
Ai problemi tecnici si è aggiunto l’incidente dello specialista di missione Tim Kopra che a causa dei danni riportati dopo una caduta dalla bicicletta ha dovuto dare forfet. Al suo posto c'è Steve Bowen, primo astronauta ad effettuare due missioni consecutive. Vista la sua presenza nel team della STS-132, partita nel maggio 2010, Bowen è un veterano dello spazio: ha all'attivo ben 5 passeggiate spaziali ed eseguirà le due attività extraveicolari previste da questa missione.
“L’attesa è stata lunga e difficile ma abbiamo avuto la possibilità di accertarci che tutto fosse in regola” - ha detto Steve Lindsey comandante della missione in una intervista poco prima del lancio - sono fiducioso perchè so che ci sono molte persone che hanno lavorato duramente per il successo della missione e per la nostra sicurezza”.
Dal VAB al launch pad 39A.
In attesa del lancio della missione STS-133, l'ultima della navetta Discovery, la redazione di AsiTV si è spostata al Kennedy Space Center e più precisamente al launch complex 39. Qui dal 1981 si preparano e partono tutte le missioni del programma Shuttle, ormai prossimo alla pensione. A farci da cicerone in uno dei luoghi più significativi dell'epopea spaziale è una guida d'eccezione: il presidente Asi Enrico Saggese.
Sotto la pancia dello Shuttle.
Ci spostiamo dentro l'Orbiter Processing Facility 2, l'hangar di manutenzione dedicato all'Endeavour. Qui, nella High Bay 2, i tecnici Nasa stanno preparando lo Shuttle per la sua ultima missione, la STS-134, che porterà Roberto Vittori sulla stazione spaziale internazionale
Alla scoperta dei moduli logistici "Made in Italy"
Nell'ultima tappa del nostro tour nella base spaziale NASA di Cape Canaveral, visitiamo la SSPF, l'edificio dove vengono preparati i componenti della Stazione Spaziale. Qui troviamo i gemelli di Leonardo, gli MPLM Raffaello e Donatello.
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