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Lasagne spaziali

Strutture invisibili a forma di “lasagna” potrebbero nascondersi nella nostra galassia, cambiando radicalmente l’attuale conoscenza dei gas spaziali che popolano la Via Lattea. Lo studio pubblicato su Science.

 

Scoperta appetitosa ai confini della Via Lattea: “lasagne” invisibili potrebbero celarsi nello spazio interstellare della nostra galassia.

 

È il risultato di uno studio pubblicato ieri su Science, che ha ipotizzato la presenza di particolari strutture che fluttuano nel gas presente tra le stelle.

 

Keith Bannister del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO), primo autore dello studio, chiama queste strutture dark noodles o, appunto, “lasagne”. 

 

Avrebbero infatti la forma di “grumi di pasta”, e potrebbero cambiare radicalmente la nostra conoscenza del gas interstellare, ovvero quel deposito di materiale appartenente alle vecchie stelle che viene riciclato per formarne di nuove.

 

Bannister e colleghi descrivono in particolare uno di questi “grumi”, la cui osservazione sarebbe stata possibile grazie a una tecnica innovativa del radiotelescopio CSIRO, situato nell’Australia orientale.

 

Non è la prima volta che gli astronomi ipotizzano la presenza di oggetti misteriosi di questo tipo nel cielo. Già 30 anni fa sono state osservate onde radio provenienti da un quasar, nucleo galattico luminoso e lontano. La notizia importante non stava tanto nella presenza di queste onde radio, quanto piuttosto nella possibilità stessa di osservarle dalla Terra nonostante i quasar si trovino generalmente a una distanza di miliardi di anni luce da noi.

 

Per questo si pensò che nella nostra galassia ci fosse una sorta di “atmosfera” invisibile costituita da particelle cariche positivamente, che permettessero in qualche modo di amplificare fenomeni anche molto lontani. Una sorta di lente di ingrandimento naturale, insomma: attraverso questo gas, le onde radio venivano messe a fuoco in modo più o meno evidente nel corso di giorni, settimane o mesi.

 

Eppure imbattersi in fenomeni simili non era affatto facile, perché era proprio come puntare una lente di ingrandimento a caso nel cosmo sperando di intercettare emissioni lontanissime e poco frequenti. Per questo l’ipotesi della nostra atmosfera galattica misteriosa non era stata approfondita oltre. Fino a oggi.

 

I gas interstellari individuati dagli astronomi di CSIRO altro non sono se non le particelle osservate 30 anni fa. Le “lasagne” di Keith Bannister sono quindi le stesse strutture invisibili che in passato avevano permesso di mettere a fuoco le onde radio del quasar, ed è proprio grazie a un oggetto simile che l’osservatorio CSIRO le ha fatte uscire allo scoperto.

 

Il quasar in questione si chiama PKS 1939–315 e appartiene alla costellazione del Sagittario. Il radiotelescopio australiano l’ha studiato per circa un anno, individuando finalmente il tanto sospirato fenomeno della lente. E soprattutto, osservando per la prima volta la forma delle strutture galattiche che lo rendono possibile: una struttura piana, vista di taglio, che ricorda l’aspetto di una gigante lasagna.

 

Resta da comprendere la natura esatta di questo invitante ingrediente della nostra Via Lattea: l’ipotesi del gruppo di ricerca di Bannister è che si tratti di nuvole di gas tenute insieme dalla loro stessa forza gravitazionale. Serviranno però nuove osservazioni per confermare la teoria, e appurare la geometria precisa di queste affascinanti e misteriose lasagne galattiche.

 

Immagini

© GARFIELD: Paws. Used by permission. Art by CSIRO

© Alex Cherney