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LENTE GRAVITAZIONALE

La prima ‘candela non standard’

Un team internazionale di astronomi guidato dall’Università di Stoccolma ha scoperto una supernova con un anomalo picco di luminosità: potrebbe essere uno strumento per misurare in modo più preciso l’espansione dell’Universo. I risultati su Science

Nell’Universo, le unità di misura utilizzate dagli astronomi possono essere le più originali. È il caso delle cosiddette candele standard, oggetti celesti che hanno una luminosità conosciuta e che per questo possono essere utilizzati come accurato strumento naturale per svariati calcoli astronomici.

 

Appartengono a questa categoria le supernove di tipo Ia, particolati supernove originate dall’esplosione di una nana bianca.

 

Queste ex stelle presentano un picco di luminosità assoluta generalmente costante, e quindi possono essere utilizzate come candele standard per misurare l’estensione della loro galassia ospitante, oppure la rapidità di espansione dell’Universo.

 

Ma ogni buona regola ha la sua eccezione, e un team internazionale di astronomi guidato dall’Università di Stoccolma ne ha appena trovata una che riguarda proprio questa affidabile categoria di ‘metri’ cosmici.

 

Uno studio appena pubblicato su Science svela infatti per la prima volta la presenza di una supernova di tipo Ia con un picco di luminosità anomalo, come se la sua esplosione fosse stata in qualche modo amplificata.

 

Secondo gli autori dell’articolo, si tratta di un raro fenomeno di lente gravitazionale – quello che si verifica quando la gravità di un oggetto cosmico, come una galassia, viene amplificata dalla luce filtrata da un altro oggetto distante.

 

La supernova in questione – chiamata PTF16geu – è la prima appartenente a questa categoria ad apparire così luminosa, e potrebbe diventare uno strumento prezioso per misurare in modo ancora più preciso l’espansione dell’Universo.

 

“Raccogliere per la prima volta immagini multiple di una ‘candela standard’ così amplificata è una grande svolta – dice Ariel Goobar dell’Oskar Klein Centre all’Università di Stoccolma e leader dello studio. – Di solito, quando abbiamo un fenomeno di lente gravitazionale non conosciamo la luminosità intrinseca dell’oggetto; ma con le supernove di tipo Ia è diverso, perché la luminosità standard è nota. Questo ci permetterà di quantificare e comprendere meglio il fenomeno.”

 

Le immagini di PTF16geu sono state raccolte grazie al Palomar Observatory del Caltech, i cui dati sono stati poi confrontati con quelli di Keck e Hubble.

 

La supernova è così diventata il primo esempio di ‘candela non standard’, come se una torcia molto più potente della media avesse improvvisamente illuminato una porzione di cosmo: seguire questo inaspettato fascio di luce potrebbe portare a nuove, affascinanti scoperte sull’evoluzione del nostro Universo.