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L’ESA sceglie gli stumenti a bordo della sonda JUICE

Quattro su undici sono a guida italiana. La missione partità nel 2022 ed esplorerà le lune ghiacciate di Giove

25 Feb 2013

Lo Science Programme Committee dell’ESA ha approvato ufficialmente la missione JUpiter ICy moons Explorer (JUICE) ed annunciato, giovedì 21 febbraio, che la sonda porterà a bordo 11 esperimenti scientifici per lo studio delle lune ghiacciate che orbitano intorno a Giove.


Sarà la prima missione Large-Class del programma ESA Cosmic Vision 2015-2025 e partirà nel 2022 con il lancio della navicella spaziale, il cui arrivo è previsto per il 2030. La sonda impiegherà almeno tre anni nello studio dettagliato del più grande pianeta del Sistema Solare, Giove, e delle sue interazioni con le lune galileiane (Europa, Ganimede e Callisto). Si pensa, infatti, che queste ultime ospitino, sotto le superfici ghiacciate, vasti oceani di acqua, che Juice mapperà e investigherà alla ricerca di possibili habitat per la vita. In più piccola parte si occuperà, inoltre, dello studio dell'atmosfera e la magnetosfera del gigante gassoso. Per far tutto questo l’ESA ha scelto un complemento di strumenti che comprende telecamere, spettrometri, un altimetro laser e anche radar sounder che potrà scandagliare le profonde lune.


Agli strumenti di questo fondamentale progetto dell’ESA, contribuiscono anche la JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese) e la NASA. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Italia sono, invece, protagonisti assoluti con tre progetti a guida italiana e uno in collaborazione paritetica con la Francia. Si tratta della camera ad alta definizione JANUS, la cui guida è affidata a Pasquale Palumbo e ai ricercatori dell’Università Parthenope di Napoli e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), del radar RIME, il cui PI è Lorenzo Bruzzone che guiderà i ricercatori dell’Università di Trento che opereranno in stretta collaborazione con La Sapienza di Roma e l’INAF, dell’esperimento di Radio Scienza 3GM condotto da Luciano Iess sempre con l’Università La Sapienza di Roma e, infine, dello spettrometro MAGIS che vede cooperare l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF di Roma con l’IAS francese.

Nei prossimi due anni saranno effettuati gli studi di avanzamento per verificare che gli esperimenti selezionati corrispondano ai requisiti e agli obiettivi della missione. Al termine di questa fase, se tutto verrà confermato, si procederà con la realizzazione vera e propria e con il lancio della sonda nel 2022.