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KET-LAB, laboratori pronti

Giovedì 3 marzo verrà presentato il progetto NanoBioTech al presidente ASI Battiston e al vicepresidente della Regione Lazio Smeriglio

A tre mesi dal ‘kick-off’, il Polo Scientifico KET-LAB ospitato dall’Agenzia Spaziale Italiana presso la sua sede di Roma comincia a prendere forma. Sono state infatti completate, e rese disponibili per azioni sinergiche con realtà sia universitarie che industriali, le strutture di ricerca previste nel progetto.

 

Si tratta del  laboratorio di Ultra-Altro Vuoto e tecnologia dei materiali, del laboratorio di microscopia ottica, di quello di microscopia elettronica, il laboratorio di automazione e, infine, il laboratorio di materiali avanzati per l'aerospazio.

 

E, all’interno del KET-LAB, sono anche cominciate le attività legate al progetto NanoBioTech: sia quelle che fanno capo alla sezione “ambiente”,  sia quelle facenti capo alla sezione “salute”.

 

Il progetto, con i laboratori, sarà oggetto di uno specifico evento di presentazione giovedì 3 marzo, alla sede KET-LAB presso l’ASI di Roma, al quale prenderanno parte il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e il presidente dell’ASI Roberto Battiston. A fare gli onori di casa per parte Ket-LAB, sarà il presidente del Consorzio Ipazia Flavio Lucibello.

 

nanoprismi di argentoNel dettaglio, obiettivo di NanoBioTech sezione Ambiente è una completa e profonda comprensione degli effetti eco-tossici delle nanoparticelle legate all’inquinamento atmosferico. Più specifamente, lo sviluppo e l’ottimizzazione di protocolli per la valutazione della ecotossicità dei nanomateriali, con particolare attenzione agli ambienti marini. In particolare, la ricerca prevede la messa a punto e/o l’adeguamento di test ecotissoclogici su diversi livelli trofici, in grado di superare le criticità tipiche della “nanotossicologia”.  

 

Nella sezione NanoBioTech Salute, invece, il progetto prevede lo sviluppo di un nuovo sistema per la diagnosi precoce di patologie tumorali, basato su nano-sistemi ibridi a elevata sensibilità. Coordinato da Filippo Fabbri in collaborazione con l’istituto IMEM-CNR di Parma, il gruppo del consorzio Ipazia, NanoBioTech Salute -  ha già ottenuto risultati preliminari sulla sintesi di nano particelle plasmoniche a base di metalli, in vista della realizzazione del bio-sensore, e sulla simulazione del trasporto di fluidi biologici, come saliva o sangue, all’interno di sistemi microfluidici avanzati.