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India chiama Italia

Per la prima volta nel nostro paese una delegazione dell'ISRO. In ASI per discutere di cooperazione

22 Mag 2009

Partirà entro l'estate la missione indiana OCEANSAT-2, con a bordo uno strumento tutto italiano, ROSA (Radio Occultation Sounder for Atmosphere) per lo studio delle condizioni ambientali della Terra e dell’atmosfera. È solo uno degli esempi di collaborazione l'ASI e l'agenzia spaziale indiana, ISRO. Di questo e di altri progetti di cooperazione presenti e futuri si discute venerdì 22 maggio durante l'incontro tra la delegazione spaziale indiana e quella italiana presso l'Agenzia spaziale italiana. È la prima volta che il presidente dell'ISRO, Madhavan Nair, viene in visita nel nostro paese. Ad accompagnarlo, Radhika Ramachandran, la rappresentante dell'ISRO in Europa e il rappresentante dell'ambasciata indiana a Roma.

 

“Per l'ASI è un grande piacere ospitare la delegazione dell'ISRO che ha un programma spaziale molto vasto a cui l'Italia guarda con attenzione”, ha detto Gabriella Arrigo, dell'Unità Relazioni Internazionali dell'ASI. "L’Agenzia spaziale indiana possiede eccellenti capacità scientifiche e tecnologiche. L'India è, e lo sarà ancora di più nel futuro, un paese che sta assumendo una crescente importanza nello scenario spaziale internazionale”.

 

Le imprese spaziali indiane, fortemente proiettate verso le ricadute applicative per la popolazione, sono state sostenute con vigore dal governo di New Delhi nella convinzione che lo sviluppo scientifico e tecnologico possa trainare l'intera nazione verso la crescita economica. Nonostante l'obiettivo sia ancora per molti aspetti lontano, con 450 milioni di cittadini che vivono sotto la soglia di povertà, in campo spaziale definire l'India un paese “emergente”comincia a suonare riduttivo. È una vera e propria potenza in grado di contendere le scene ai giganti come la NASA e l'ESA e l'Agenzia spaziale russa ROSCOSMOS. Dal novembre 2008, con il lancio della missione lunare Chandrayan-1, si è unita al trio dei Big diventando la quarta nazione a toccare il suolo della Luna, battendo così sul tempo la concorrenza asiatica, nella fattispecie Cina e Giappone.

 

L'India vanta il primato per numero satelliti ambientali in orbita ed è il paese asiatico con il maggior numero di satelliti per telecomunicazioni. “L’obiettivo primario dell’ISRO – continua Arrigo - è rappresentato dallo sviluppo di tecnologie spaziali e delle sue applicazioni a servizio dello sviluppo economico e sociale del paese. Gli sforzi maggiori si sono concentrati su due grandi sistemi satellitari, INSAT, composto da nove satelliti attualmente in orbita per telecomunicazioni, trasmissione di servizi educativi e meteorologici, e IRS, sistema di telerilevamento per la gestione delle risorse naturali con cinque  satelliti in orbita”. Peraltro, il paese si sta attrezzando ad avere un proprio sistema nazionale  di navigazione satellitare (GAGAN) con 7 satelliti.


L’India ha ormai raggiunto un’autonoma capacità di realizzazione anche di satelliti scientifici (ASTROSAT 1 e 2) e di esplorazione (Chandrayaan) Anche sul fronte dei lanciatori, è diventata concorrenziale: possiede razzi vettori, PSLV e GSLV, molto efficienti e affidabili, capaci di sfidare il mercato internazionale del trasporto in orbita dei satelliti, in particolare per le telecomunicazioni.  È proprio a bordo del gigantesco vettore PSLV, alto la bellezza di 44 metri, che il 23 aprile 2007 dalla base spaziale di Shriharikota nel Golfo del Bengala è avvenuto il lancio del satellite scientifico italiano AGILE per lo studio dei raggi gamma. “Si trattò di una scelta commerciale”, ricorda Arrigo. “Il lancio risultava più conveniente rispetto all' alternativa di un razzo americano”.

 

La corsa indiana verso lo spazio è in piena accelerazione. Per il 2012 è in programma l’invio di una seconda navicella sul nostro satellite, la sonda Chandrayan-2, e il lancio di satelliti per studiare Marte e Venere. Intanto si lavora al primo prototipo della capsula Sre destinata a portare nel cosmo il primo astronauta indiano, forse già nel 2013. Nel frattempo si costruisce un potente razzo (GSLV-Mk3) per il lancio di grandi carichi.

 

“Con la missione Chandrayaan, l’India sta facendo il passaggio graduale da un approccio esclusivamente orientato allo sviluppo sostenibile ad un approccio più nazional-strategico, per ritagliarsi un ruolo di prestigio nello scenario spaziale asiatico e internazionale”, prosegue Arrigo.

 

Sono molti quindi i motivi di interesse reciproco tra l'ASI e l'Agenzia spaziale indiana, i cui rapporti di collaborazione si fondano su due accordi-quadro, il primo del 2000, il secondo del 2005, che hanno portato ad ottobre 2005 alla finalizzazione di un memorandum per l’imbarco dell’esperimento italiano di radio-occultazione, ROSA, sul satellite indiano OCEANSAT-2.


Tra i punti in agenda nella giornata di incontro tra le delegazioni dei due paesi, l'utilizzo dei dati di COSMO-SkyMed. Dal 2005 l'ISRO chiede l’opportunità di ricevere i dati di COSMO sull’India e l’ISRO Center of Application ha presentato un progetto per ricevere i dati COSMO. L'ISRO ha anche chiesto ripetutamente l’accesso ai dati di AGILE.
Un altro punto di possibile collaborazione riguarda i centri operativi dei rispettivi paesi: ASI e ISRO hanno espresso a più riprese l’interesse a creare collegamenti tra Matera, Malindi, Bangalore e altri centri. Ma ci sono anche alcune criticità da risolvere: l'ASI ha espresso la difficoltà di fornire un secondo payload di ROSA. ISRO, tuttavia, aveva già mantenuto lo spazio sulla piattaforma per ROSA e aveva assicurato di dati di ROSA alla comunità scientifica indo-francesce e internazionale. Inoltre, risulta difficoltoso il trasferimento tecnologico verso l'India che non ha mai ratificato il trattato di non proliferazione nucleare.