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A CAUSA DI UN ALTOPIANO VULCANICO

Il volto cangiante di Marte

Un gruppo di ricerca del CNRS dimostra che oltre 3 miliardi di anni fa la superficie marziana è stata modificata radicalmente dall’altopiano vulcanico di Tharsis, evento correlato anche alla presenza d’acqua sul pianeta rosso. I risultati su Nature

A nove giorni dal lancio di ExoMars, la missione europea di esplorazione di Marte prevista per il 14 marzo 2016, il pianeta rosso è sotto i riflettori anche per una nuova scoperta che riguarda il suo passato.

 

Uno studio pubblicato su Nature rivela che circa 3 miliardi e mezzo di anni fa la grande massa dell’altopiano vulcanico di Tharsis ha modificato sensibilmente la superficie marziana, facendola slittare di ameno 20 gradi attorno al nucleo del pianeta.

 

Tharsis è la catena montuosa di origini vulcaniche più grande del nostro Sistema Solare. Si estende per circa 4.000 Km e contiene 12 grandi vulcani, tra cui l’imponente Monte Olympus.

 

Studi precedenti hanno dimostrato che l’altopiano di Tharsis si è iniziato a formare più di 3.7 miliardi di anni fa durante il cosiddetto periodo Noachiano (dal nome della zona di Noachis Terra), per poi venire in gran parte sommerso d’acqua. La sua enorme massa, pari a miliardi di tonnellate, ha probabilmente causato un movimento della crosta di Marte che ne ha determinato l’inversione dei poli nord e sud.

 

Ora nuova una ricostruzione di quel turbolento periodo di vita del pianeta rosso fornisce una diversa cronologia degli eventi, che cambia radicalmente la nostra conoscenza della superficie marziana come doveva essere oltre 3 miliardi di anni fa.

 

Lo studio, portato avanti da un gruppo di ricerca prevalentemente del CNRS francese, dimostra che l’inclinazione dell’asse di rotazione di Marte è cambiata sensibilmente a seguito degli imponenti movimenti di Tharsis.

 

La prima parte della storia resta uguale: la catena montuosa prende vita, “schiaccia” la superficie marziana con il suo enorme peso e fa scivolare il mantello fuso e la sovrastante crosta. Ma l’inversione dei poli non è stata l’unica conseguenza di questo slittamento: l’articolo apparso su Nature afferma anche che a seguito di questo colossale movimento della superficie marziana l’altopiano di Tharsis si sia spostato all’equatore, trovando qui una nuova posizione di equilibrio.

 

In quel periodo il clima di Marte era più freddo di quello attuale, e l’atmosfera più densa: questo ha permesso al ghiaccio di accumularsi fino a una latitudine di circa 25 gradi a sud – nelle stesse zone che ora corrispondono alle sorgenti di antichi fiumi ormai disseccati.

 

Ecco il momento cruciale per la storia di Marte, secondo gli autori dello studio: il periodo di stabilità dell’acqua che ha permesso la formazione di valli fluviali su Marte sarebbe proprio il risultato dell’attività vulcanica di Tharsis. La grande inclinazione innescata dalla catena montuosa sarebbe avvenuta solo dopo la conclusione dell’attività fluviale, dando al pianeta rosso l’aspetto che conserva ancora oggi.

 

 Tharsis ha dunque “costretto” Marte a trovare un nuovo punto di equilibrio - prospettiva cambia radicalmente la nostra conoscenza del primo periodo della storia marziana. Spiegando per la prima volta il motivo per cui i fiumi si siano formati proprio nei luoghi dove oggi se ne osservano le tracce.

 

Il volto cangiante di Marte potrebbe dunque essere strettamente correlato all’antica presenza d’acqua sul pianeta rosso, nel delicato periodo in cui sul pianeta rosso potrebbe essere emersa la vita.

 

 

Le fasi della formazione dell'altopiano vulcanico di Tharsis. Crediti: CNRS