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Il Sigillo della Provincia di Trieste a Barbiellini Amidei

Il docente è co-principal investigator della Missione AGILE dell’ASI. La cerimonia si è tenuta lo scorso 28 settembre

Guido Barbiellini Amidei, già professore ordinario di Fisica Generale presso il Dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste, ha ricevuto il Sigillo d’argento della Provincia di Trieste nel corso di una cerimonia che si è tenuta il 28 settembre 2015 presso Palazzo Galatti.

A conferirgli il prestigioso riconoscimento è stata Maria Teresa Bassa Poropat, Presidente della Provincia, in occasione di Trieste Next, salone europeo della ricerca. Il Sigillo viene assegnato ogni anno ad una personalità che si sia particolarmente distinta in ambito scientifico.  

Barbiellini Amidei è attualmente co-principal investigator della Missione AGILE dell’Agenzia Spaziale Italiana e vanta una lunga esperienza nel campo della fisica delle particelle elementari e nel campo dell'astrofisica della radiazione cosmica di alta energia.

Il docente ha lavorato per lunghi anni presso i laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati, dove ha ideato l'acceleratore DAFNE, tuttora in funzione. Ha proseguito la sua carriera al CERN di Ginevra dove è stato tra i responsabili dell'esperimento DELPHI, presso l'acceleratore LEP, insieme a Paolo Poropat. E' divenuto professore ordinario all'Università di Trieste nel 1987 presso la Facoltà di Ingegneria, dove ha tenuto per molti anni il corso di Fisica Generale.

E' stato successivamente direttore della sezione locale dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dal 1991 al 1997. E' stato membro del Consiglio di Amministrazione di ELETTRA all'AREA Science Park dal 1991 al 2001.

Recentemente la sua attività di ricerca si è volta allo studio della radiazione cosmica di alta energia e in questo contesto si inquadra il suo impegno come co-PI della Missione AGILE. E’ stato anche tra i membri fondatori dell'esperimento internazionale Fermi della NASA. AGILE e Fermi utilizzano i rivelatori al silicio, proposti per un utilizzo spaziale proprio da Barbiellini Amidei  nel 1987.

I numerosi studenti e colleghi ne hanno sempre apprezzato il metodo di lavoro e la capacità di 'fare squadra' attorno a progetti comuni seguendo spesso le sue originali intuizioni.