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ENTRO UN ANNO

I primi astronauti di Blue Origin

La compagnia privata di Jeff Bezos annuncia che nel 2018 effettuerà il primo volo suborbitale con equipaggio a bordo del razzo riutilizzabile New Shepard

La moderna corsa allo spazio delle aziende private ha un nuovo concorrente: Blue Origin, la compagnia messa in piedi dal fondatore e CEO di Amazon Jeff Bezos.

 

La società con sede a Washington ha infatti annunciato il lancio del suo primo volo suborbitale con equipaggio entro un anno. Aumenta così la concorrenza al colosso SpaceX, a dimostrare che se parliamo di aerospaziale il settore privato è sempre più in espansione.

 

Creata nel 2003, Blue Origin è diventata improvvisamente famosa a livello internazionale nel novembre 2015, quando ha bruciato sul tempo tutti i suoi competitor facendo atterrare per la prima volta il suo razzo New Shepard dopo un lancio senza equipaggio nello spazio suborbitale.

 

Si è trattato di un traguardo fondamentale verso la tecnologia dei razzi riutilizzabili – obiettivo raggiunto pochi mesi dopo con un nuovo lancio dello stesso New Shepard, ulteriormente ripetuto ad aprile e a giugno del 2016.

 

Nel giro di un anno Blue Origin ha quindi collezionato quattro riutilizzi consecutivi del razzo, dimostrando di poter competere con la ‘creatura’ di Elon Musk Falcon 9. E così questi successi hanno aperto la strada alla prospettiva del primo volo manned, annunciata pochi giorni fa: “Puntiamo ad avere il nostro primo volo umano entro l’anno prossimo – ha detto Erika Wagner, business manager di Blue Origin – e per la squadra questo è ora un obiettivo prioritario.”

 

Sarà sempre New Shepherd il veicolo responsabile di far partire i primi astronauti della Blue Origin, volo previsto per il 2018. Se confermato, questo fondamentale traguardo per il settore privato sarà anche una prova generale per l’inaugurazione di New Glenn, il nuovo lanciatore della ‘famiglia’ di Bezos. Chiamato così in onore del primo astronauta in orbita intorno alla Terra, il vettore sarà utilizzato per il trasporto di satelliti e astronauti, e sarà operativo entro il 2020.