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Hubble, ora più potente che mai

Completata con successo la manutenzione del telescopio. Così vivrà altri dieci anni

24 Mag 2009

Si è conclusa con un atterraggio fuori programma la "Servicing Mission" che ha permesso all'equipaggio dello Space Shuttle di riparare il telescopio spaziale Hubble e garantirgli altri dieci anni di vita. Lo Shuttle Atlantis è infatti atterrato il 24 Maggio nel deserto del Mojave, in California. Con due giorni di ritardo rispetto alla data prevista (il 22 maggio) e su una diversa pista d'atterraggio: le avverse condizioni meterologiche hanno infatti impedito l'atterraggio al Kennedy Space Center, costingendo la NASA a diversi rinvii e infine alla scelta di un sito più favorevole.

Un contrattempo gestito senza problemi dall'equipaggio, e che ha concluso una missione coronata da pieno successo. Pochi giorni fa, gli astronauti di Atlantis avevano completato con successo la quinta e ultima passeggiata spaziale per la manutenzione del telescopio spaziale Hubble ''rimettendo a nuovo'' il prezioso osservatorio orbitante. La speranza e' che Hubble, da 19 anni nello spazio, possa continuare la sua attivita' per altri cinque anni, possibilmente dieci, in attesa che venga messo in orbita il nuovo telescopio James Webb. La missione di Atlantis, è la quinta e ultima missione spaziale decisa dalla NASA per riparare e ammodernare l’osservatorio orbitante che in 19 anni di onorato servizio ha trasmesso a terra tra le immagini più belle del cosmo. Pertanto, è l'ultima volta che mani umane toccano il telescopio. ''Hubble e' adesso piu' potente che mai'', ha detto con soddisfazione una portavoce della Nasa.

 

Nel corso delle cinque "passeggiate spaziali" sono stati installati due strumenti nuovi sul telescopio e aggiustati quelli già presenti. Nella prima passeggiata il team ha sostituito una fotocamera grandangolare e lo Science Instrument Command and Data Handling Unit, il computer che si occupa del dialogo a Terra, e installato un sistema per programmare l'uscita dall’orbita alla fine del ciclo di vita di Hubble. La seconda uscita è servita a cambiare sei giroscopi del telescopio (tre dei quali erano guasti), strumenti essenziali per il controllo della posizione, e sostituire tre batterie ormai fuori uso. Nella terza passeggiata, la più difficile, gli astronauti si sono cimentati per la prima volta con la sostituzione di una fotocamera, operazione mai tentata prima, e hanno installato un nuovo strumento scientifico per captare l'emissione di stelle lontane, il Cosmic Origins Spectrograph (COS). Manutenzione impegnativa anche nella quarta passeggiata, durante la quale è stato riparato lo spettrografo, guasto dal 2004, e si è tentato senza successo di montare un ulteriore schermo protettivo per Hubble. L'ultima uscita è servita a installare l'ultimo set di batterie, sostituire un sensore necessario al telescopio per puntare esattamente gli occhi verso il cosmo e posizionare uno scudo protettivo in acciaio per migliorare la protezione termica di Hubble, operazione fallita nel corso della quarta passeggiata.

 

Il lancio dello Shuttle Atlantis, con a bordo sette astronauti, è avvenuto l’11 maggio alle 20.01 ora italiana. Non senza qualche piccolo intoppo, come ha annunciato la stessa NASA in occasione del primo briefing dopo la partenza.

 

 

Il direttore della missione Sts-125 Tony Ceccacci, nel corso del primo briefing, aveva infatti comunicato che almeno quattro piastrelle speciali dello scudo termico dello Shuttle erano state danneggiate al momento del lancio e presentavano leggere tacche. L'area danneggiata, corrispondente al punto in cui l'ala destra si unisce alla fusoliera, misurava circa 50 centimetri. Gli esperti dell'Agenzia Usa hanno subito stimato non serio il danno, ma hanno comunque continuato a monitorare la situazione. Il ricordo di quel che avvenne sei anni fa, quando lo Shuttle Columbia esplose in volo al rientro nell'atmosfera proprio a causa di una lesione alle piastrelle termiche verificatasi durante il lancio, era e resta infatti ancora vivo.

 

E questa non è stata neppure l'unica preoccupazione, in quei giorni, per i tecnici della NASA. Che hanno ancora oggi il loro da fare per capire cosa stia succedendo al rover Spirit: il piccolo veicolo spaziale spedito nel 2004 su Marte per fare indagini sul terreno, si è infatti impantanato in una zona di sabbie finissime del pianeta rosso e non si riesce più a farlo muovere.

 

Ma torniamo alla missione Sts-125. “Hubble è l’unico telescopio ottico di queste dimensioni che opera al di fuori dell’atmosfera e ha permesso dal 1990 ad oggi di ottenere le più belle immagini dell’Universo. È quindi con grande soddisfazione e un pizzico di malinconia che salutiamo questa missione che estenderà la vita scientifica di Hubble e la renderà ancora più incisiva" spiega Piero Benvenuti, subcommissario dell'Agenzia Spaziale italiana ed ex direttore del centro europeo per il telescopio Hubble. "Il successore di Hubble sarà il James Webb Telescope, che opererà nella banda infrarossa, la stessa per cui è stato costruito il satellite Herschel dell'ESA, partito il 14 maggio insieme al gemello Planck”.

 

Gli astronauti dell’Agenzia spaziale americana ed europea hanno già fatto visita ad Hubble per operazioni di manutenzione nel 1993, 1997, 1999 e 2002. L'obiettivo principale di questa missione è consistito nell'istallare due strumenti che sostituiranno vecchi apparati: un nuovo spettrografo, il Cosmic Origins Spectrograph (COS) e una avanzata fotocamera, la Wide Field Camera 3 (WFC3). Hubble ha quindi ricevuto due occhi nuovi con cui continuare a scandagliare il cielo che aumenteranno notevolmente la sua capacità di osservazione di stelle e galassie lontane.

 

COS, in particolare, servirà a captare il flebile bagliore proveniente da quasar distanti e antichissime, mentre WFC3 sarà il primo strumento a misurare contemporaneamente la banda della luce infrarossa, visibile e ultravioletta, dando agli astronomi un’opportunità unica di osservare in un colpo solo differenti popolazioni di stelle, studiare oggetti con alto refshift e andare a caccia di acqua e ghiaccio nel Sistema Solare. Durante le passeggiate spaziali, gli astronauti hanno anche sostituito le batterie del telescopio ormai esaurite e riparato gli strumenti di stabilizzazione.

 

 

A bordo dello Shuttle Atlatis c'era anche un pezzo importante della storia dell'osservazione dello Spazio: la copia di uno dei due preziosissimi cannocchiali di Galileo Galilei rimasti. Per l'esattezza, quello esposto nella grande mostra del quadricentenario "Galileo. Immagini dell'universo dall'antichità al telescopio", in corso a Firenze, in Palazzo Strozzi, fino al 30 agosto. Un'iniziativa emblematica e spettacolare, nell'Anno Internazionale dell'Astronomia che metterà il piccolo, artigianale strumento che rivoluzionò la concezione dell'universo, a tu per tu con il suo grande e tecnologico pronipote, il gioiello dell'astronomia moderna capace di mostrarci i confini stessi dell'infinito.

 

Hubble è stato lanciato nel 1990 e ha rivoluzionato le conoscenze astronomiche con le sue incredibili fotografie del cielo. Ha trasmesso le prime immagini della nascita di stelle, di collisioni tra galassie e di galassie situate a oltre 400 milioni di anni luce dalla Terra. Fa il giro completo della Terra ogni cento minuti. Il telescopio porta il nome dell'astronomo Edwin Hubble.