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Hubble punta la nube ‘boomerang’

La Smith Cloud sotto gli occhi del telescopio spaziale. La nube si sta dirigendo verso la Via Lattea da cui avrebbe avuto origine. La ricerca pubblicata su The Astrophysical Journal Letters

Un’altra inconsueta entità cosmica si svela allo sguardo di Hubble. Dopo aver individuato la galassia ‘ribelle’ NGC 5408, gli strumenti del telescopio spaziale NASA/ESA si sono rivolti ora verso la Smith Cloud, la cosiddetta nube ‘boomerang’. 

Si tratta di una colossale nube di idrogeno lunga ben 11.000 anni luce e larga 2.500, che sta viaggiando verso la Via Lattea ad una velocità di quasi un milione e cento di chilometri orari. L'immagine a sinistra mostra le dimensioni e la localizzazione della nube. 

Proprio l’idrogeno ha permesso la scoperta del gigantesco ammasso, nei primi anni ’60, da parte di Gail Smith, uno studente di dottorato che individuò le onde radio emesse appunto dal gas.  

La periferia della nostra galassia vede muoversi centinaia di nubi gassose che si spostano ad alta velocità, quindi la Smith Cloud non sarebbe un fenomeno inusuale. C’è un elemento specifico però che rende la nube di grande interesse agli occhi degli studiosi e che l’ha portata alla ribalta in un articolo pubblicato sul volume 816 della rivista The Astrophysical Journal Letters: la sua traiettoria

Le osservazioni condotte con Hubble, infatti, hanno indotto gli esperti a ritenere che il viaggio della Simth Cloud sia iniziato nelle regioni esterne della Via Lattea circa 70 milioni di anni fa. Ora, proprio come se si trattasse di un boomerang, la nube sta tornando sui suoi passi e si prevede che in arco di tempo di 30 milioni di anni possa attraversare la nostra galassia.  


L'alta velocità della Smith Cloud Credits: NASA/ESA/A. Feild (STScI)La conseguenza di questo singolare ‘ritorno a casa’ dovrebbe essere una spettacolare esplosione da cui potrebbe originarsi la 'culla' di nuove stelle. Si prevede che un’esplosione di questa intensità possa produrre una quantità di gas tale da creare due milioni di soli. 

Per gli scienziati quindi la Smith Cloud è un esempio di come la Via Lattea continui ad essere un’entità vitale e in fermento nel tempo. Anzi, per questa nube si potrebbe dire che la galassia abbia messo in atto una sorta di ‘riciclo’ dei propri gas. 

Le rilevazioni di Hubble sono state di grande aiuto anche per indagare la composizione chimica della Smith Clould, un esame che è stato condotto per la prima volta e che potrebbe essere utile per determinare il luogo dove questo immenso ammasso gassoso si è effettivamente formato.

Gli scienziati hanno particolarmente preso in considerazione lo zolfo e hanno notato che la nube è ricca di zolfo come il disco esterno della Via Lattea, un’area lontana circa 40 mila anni luce dal centro della galassia. 

Questo dato suggerisce che la nube, pur provenendo apparentemente dalla Via Lattea, si possa essere arricchita di ulteriori materiali dalle stelle. Per gli studiosi, quindi, si sono aperti nuovi interrogativi quali, ad esempio, le cause che hanno spinto la Smith Cloud fuori della galassia e se la nube possa essere una regione permeata di materia oscura che ha ‘catturato’ il gas della Via Lattea.