ASI - Agenzia Spaziale Italiana - NewsASI - Agenzia Spaziale Italiana - News

Herschel e Planck, necessarie altre verifiche

Rimandata di qualche giorno la decisione sulla data di lancio dei due satelliti ESA

03 Apr 2009

“La verifica delle procedure operative per Herschel e Planck si è ora positivamente conclusa”, comunica una nota dell’Agenzia spaziale Europea. Resta però ancora da definire la data del lancio, originariamente fissato per il 16 aprile e poi slittato in avanti per poter eseguire ulteriori test al segmento di terra. Improbabile al momento anche l’ipotesi del 29 aprile. I due satelliti restano posizionati nello Spazioporto della base di Kourou, nella Guajana francese, in attesa di essere portati in orbita dal lanciatore Ariane 5.

 

Per capire le ragioni del rinvio va ricordato che si tratta di un lancio con caratteristiche assolutamente inedite, soprattutto per quanto riguarda il telescopio Herschel. Quest’ultimo è infatti il satellite scientifico più grande mai costruito e proprio per questo ha richiesto procedure di verifica particolari, per avere l'assoluta sicurezza che un satellite di così grandi dimensioni e dotato di dispositivi così delicati sopporti senza problemi le sollecitazioni della fase di lancio. “Il rinvio – spiega una nota dell’Agenzia spaziale europea - permetterà ad ES e ArianeSpace di effettuare un ultimo check indipendente sui margini di sicurezza”. Al termine (probabilmente tra una settimana) sarà comunicata la data di lancio.

 

Le ‘mission’ di Herschel e Planck, entrambi costruiti da Thales Alenia Space come primo contraente, è fornire nuove informazioni sull’origine dell’universo e la formazione delle galassie. Herschel studierà l’evoluzione delle stelle e delle galassie, grazie al suo specchio da 3,5 metri di diametro. La maggiore potenza dell’infrarosso di questo osservatorio spaziale permetterà di osservare meglio gli oggetti “freddi” come comete e nubi stellari. Planck invece si occuperà di misurare con alta risoluzione angolare ed elevata accuratezza l’anisotropia della radiazione cosmica di fondo nelle frequenze nelle microonde, con lo scopo – appunto - di migliorare la nostra conoscenza sulle origini e l’evoluzione dell’Universo. Su quest'ultimo satellite, l'Italia è responsabile di uno dei due strumenti scientifici, LFI (Low Frequency Intstrument).