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Galileo a quota dodici

In orbita altri due satelliti del sistema di navigazione europeo: al via la campagna di test in vista della fase di ‘Initial Services’ entro la fine del 2016

Con il successo del lancio di fine anno, per  Galileo è adesso davvero possibile guardare all'obiettivo posto dalla Commissione Europea per il 2016: l'avvio ufficiale dell’operatività con la fase definita ‘Initial Services’

 

Alba e Oriana - rispettivamente il numero 11 e 12 della costellazione, come per il 9 e il 10 i nomi sono quelli dei bambini che hanno vinto la “Galileo drawing competition” promossa dalla Commissione Europea -  sono stati lanciati alle 12:51 (ora italiana) del 17 dicembre dalla base europea di Kourou in Guyana francese, raggiungendo l'orbita circolare di destinazione a 23.500 km di altezza 3 ore e 47 minuti dopo il lift-off. A portarli lassù, l'upper stage del Soyuz Fregat MT - che, per inciso, ha segnato il 12mo lancio in 12 mesi per Arianespace.

 

"Adesso - ha commentato a caldo il commissario europeo Elżbieta Bieńkowska - possiamo tranquillamente affermare che Galileo è un successo, perché mai prima l'Europa era riuscita ad investire in modo condiviso il proprio know-how e le proprie risorse in un progetto collettivo. Adesso ci siamo e vogliamo andare avanti". 

 

“I primi sei mesi del 2016 – spiega Mario Caporale, delegato al programma Galileo per l’ASI  – saranno dedicati ad una intensa campagna di test, in vista dell’avvio ufficiale dell’operatività con la fase denominata ‘Initial Services’, che è l’obbiettivo posto dalla Commissione Europea per la fine dell’anno”.





I satelliti prima del lancio (Credits: ESA)

I lanci dei satelliti successivi del sistema, che – a regime – sarà costituto da trenta unità, riprenderanno nella seconda metà del prossimo anno con una sola data e un diverso vettore. Sarà infatti un Ariane 5 a portare in orbita, entro la fine del 2016, due coppie di satelliti Galileo in un unico ‘volo’, mentre l’ultimo lancio al momento contrattualizzato con il Soyuz sarà probabilmente utilizzato nel 2017. 

 

L’Italia riveste un ruolo di primo piano sin dall'inizio del programma. Innanzitutto, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana, in secondo luogo tramite il coinvolgimento dell’industria nazionale e in particolare del gruppo Finmeccanica, attraverso Telespazio, Thales Alenia Space e Selex ES.  

 

Telespazio ha realizzato presso il Centro Spaziale del Fucino uno dei due centri di controllo (Gcc) che gestiscono la costellazione e la missione Galileo. Attraverso Spaceopal (50% Telespazio, 50% DLR) è responsabile delle operazioni e della logistica integrata dell’intero sistema garantendo la gestione e il coordinamento dei servizi.  

 

Thales Alenia Space è responsabile delle attività di supporto industriale relative a progettazione, prestazione, integrazione e validazione del sistema.  

 

Selex ES, infine, sviluppa e produce il sensore all'infrarosso Ires-N2 per il controllo dell’assetto dei satelliti e l'orologio atomico all'idrogeno PHM, che garantisce una precisione nel rilevamento della posizione mai ottenuta prima.