

14 Ago 2009
“La scoperta è in via di pubblicazione” aveva detto il responsabile dell’ASI Data Center Paolo Giommi commentando poco più di un mese fa quella che definiva una “doppietta di risultati sbalorditivi” oltre “le più rosee aspettative”. Detto e fatto. La copertina dell’ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica Science è tutta dedicata a Fermi, ritratto sullo sfondo della Via Lattea, di un ammasso globulare e di una stella di neutroni con i fasci di particelle accelerate nelle zone polari del campo magnetico in bella evidenza. Dentro ci sono ben tre articoli dedicati alle recenti “scoperte” degli strumenti montati sul satellite frutto di una collaborazione internazionale cui concorrono ASI, INAF e INFN.
Se ne era già parlato con comprensibile entusiasmo in occasione dell’annuncio fatto sull’edizione pre-print di Science (Science Express) da un gruppo di ricercatori. L’attenzione verteva soprattutto sulla scoperta dei fenomeni di “resurrezione stellare”, ovvero pulsar a fine vita che improvvisamente riprendono vita “rubando” energia a una stella vicina, e sull’individuazione di ben 16 nuove pulsar. “Quello che stupisce noi veterani – aveva detto Patrizia Caraveo, responsabile dello sfruttamento scientifico dei dati di Fermi all’INAF – è la rapidità con cui si è giunti a questi risultati”. In effetti Fermi ha da poco compiuto il suo primo compleanno e in pochi mesi, grazie alle osservazioni gamma, ha trovato 16 pulsar, quando per capire come era fatta Geminga ci sono voluti addirittura 20 anni.

Due degli articoli appena usciti su Science sono relativi alle scoperte sull’emissione di stelle di neutroni isolate (16 stelle di neutroni senza emissioni radio e 8 pulsar con periodi di pochi millisecondi) mentre il terzo riporta la scoperta di emissioni gamma in un ammasso globulare chiamato 47 Tuc, nella costellazione del Tucano. “In effetti – spiega Patrizia Caraveo – anche il terzo risultato è coerente con i primi due visto che l'ammasso globulare 47 TUC contiene diverse decine di pulsar velocissime (quelle che trovano nuova vita nello scambio di con una stella compagna all'interno di un sistema binario, ndr) e l'emissione gamma rivelata può essere facilmente spiegata dalla somma di qualche decina di stelle di neutroni con comportamenti simili a quelli descritti nel lavoro dedicato llei pulsar velocissime”.