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Falcon 9 pronto al nuovo test

Quarta prova consecutiva per l'avveneristico razzo 'riutilizzabile' di SpaceX: si tenterà di far atterrare il primo stadio su una piattaforma nell’Oceano Pacifico

 

A meno di un mese dall'ultimo test, SpaceX è di nuovo pronta a lanciare il razzo Falcon 9: il lift-off è previsto per domenica 17 gennaio alle 10:42 locali (19:42 in Italia), dalla Vandenberg Air Force Base in California. Dopo il successo del 22 dicembre scorso, con l'atterraggio del primo stadio sulla terraferma, SpaceX rimette alla prova il suo avveneristico vettore, parzialmente 'riutilizzabile': questa volta l'obbiettivo è far rientro su una piattaforma robotizzata (una drone ship) nell’oceano Pacifico.


 

Le aspettative sono molto alte, anche perché l’azienda USA ha fatto tesoro del fallimento dell'analogo tentativo nello scorso aprile: allora il vettore era riuscito a toccare la piattaforma, ma subito dopo era esploso a causa di un guasto ad una valvola.


 

Sarà in ogni caso l’ultimo lancio della tradizionale versione del Falcon 9, quindi il recupero del primo stadio avverrà solo a scopo dimostrativo, dato che non potrà più essere riutilizzato. Le future missioni di SpaceX vedranno, infatti, l’uso del Falcon 9 v1.1 potenziato.


 

Ma pienamente in linea con lo spirito dell'operazione, che punta allo sviluppo di un razzo pienamente riutilizzabile - e dunque a sinergie in grado di abbattere significativamente i costi nel futuro - questo sarà comunque un lancio operativo.


 

A bordo del razzo si troverà infatti il satellite Jason-3, costruito da Thales e risultato di una partnership internazionale tra NASA, NOAA, CNES ed EUMETSAT. Una volta raggiunta la bassa orbita terrestre, Jason-3 avrà il compito di monitorare e misurare con precisione la topografia degli oceani, controllare l’intensificarsi di cicloni tropicali e dare supporto per le previsioni metereologiche stagionali.


 

Se, come tutto lascia prevedere, la dimostrazione di un atterraggio controllato del vettore dovesse andare a buon fine, SpaceX avrà provato la straordinaria flessibilità dell’uso del Falcon 9. Far atterrare il primo stadio nell’Oceano è infatti sicuramente molto più difficile che sulla terraferma, ma anche molto vantaggioso - essendo lontano da centri abitati che potrebbero essere messi a rischio da possibili incidenti.


 

Difficile quantificare con esattezza, a regime, i risparmi che questo vettore potrebbe comportare in termini puramente economici. Secondo il CEO Elon Musk, il costo della costruzione di un Falcon 9 è di 60 milioni di dollari, mentre il costo di rifornimento del carburante è di “soli” 200,000 dollari. La possibilità, quindi, di fare uso di razzi riutilizzabili per missioni spaziali può ridurre significativamente il costo dell’accesso allo spazio, a seconda del payload, rendendo le future missioni più economiche e più accessibili.

 

 

 

SCHEMA DEL VETTORE