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ASITV: I tuffi dei giganti

Cassini e Galileo: due sonde che hanno segnato la storia dell’esplorazione del sistema solare. Terminate a poco più di 14 anni di distanza l’una dall’altra, le due missioni hanno contribuito ad aumentare la nostra conoscenza dei giganti gassosi Saturno e Giove

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ASITV: Effetto farfalla spaziale

Può il battito d’ali di una farfalla in Costa Rica influenzare un uragano in California? Secondo un nuovo studio nello spazio questa metafora non è lontana dal vero: il controverso effetto farfalla troverebbe così conferma cosmica nel legame tra vento solare e uragani spaziali

ASITV: Cassini- Huygens, la storia

Cassini si è unita a Saturno. La sonda interplanetaria che per 13 anni ha sfrecciato tra il pianeta gigante e le sue lune ha scritto oggi l’ultimo atto della sua straordinaria avventura esplorativa.

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ASITV: Cassini Grand Finale, l'evento integrale

La sonda Cassini si è tuffata su Saturno dopo vent'anni di missione. Il replay dell'evento che si è svolto nella sede dell'Asi in occasione del Grand Finale

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ASITV: Verso il Sistema solare e oltre

L'esplorazione dell'Universo entro e oltre i confini del nostro Sistema solare: ecco le tappe principali a cui ha contribuito l'Italia, ripercorse in occasione del Grand Finale di Cassini - missione in cui il nostro paese ha svolto un ruolo di primo piano

IL GRAND FINALE

Cassini, meteora nel cielo di Saturno

Si conclude nell'atmosfera di Saturno la missione Cassini, una delle più importanti della storia spaziale alla quale l’Agenzia Spaziale Italiana ha contribuito in maniera determinante

Orbite sempre più radenti hanno portato la sonda Cassini a precipitare quest’oggi nell’atmosfera di Saturno. Alle sue spalle una lunga scia luminosa simile a una stella cadente. Termina così la lunga avventura, durata 20 anni, di una delle missioni più importanti e ambiziose della storia della conquista dello spazio nella quale l’Italia, attraverso l’ASI, ha partecipato congiuntamente con la NASA e l’ESA. Le sue immagini e i dati raccolti hanno fatto riscrivere i libri non solo sul pianeta con gli anelli ma su tutto il Sistema Solare. 

Dopo sette anni di viaggio e tredici di attività la sonda ha inviato a terra, attraverso la sua grande antenna di 4 metri di diametro progettata e costruita in Italia dalla Thales Alenia Space, una mole di informazioni che terrà occupati gli scienziati per i prossimi anni per scoprire i dati mancanti sulla formazione di Saturno e sui suoi anelli. L’antenna è stata anche una parte integrante di due strumenti che hanno visto l’ASI e l’università italiana protagonisti, il Radar e la Radioscienza. 

Un programma dai ritorni tecnologici e scientifici senza eguali ad iniziare dalla sua longevità, estesa di 9 anni oltre la vita operativa inizialmente prevista. Cassini ha inviato a terra, già dal suo arrivo, spettacolari immagini di un pianeta poco conosciuto. Ma la bellezza delle immagini ravvicinate degli anelli che circondano Saturno o delle loro ombre proiettate sul Pianeta, è solo una parte degli eccezionali risultati della missione che ci ha svelato la superficie di un mondo prima ignoto. Titano, con i suoi mari di idrocarburi o Encelado, che si credeva fosse un piccolo satellite ghiacciato e poco importante e che si è invece rivelato, con i suoi geiser di acqua che sono l’evidenza di un mare sotterraneo, un mondo dove potrebbero esserci le condizioni per lo sviluppo di forme di vita. 

Gli strumenti di Cassini ci hanno dato le ultime informazioni, fondamentali, man mano che si è avvicinato al tuffo finale. La Camera ha inviato sulla Terra le conclusive dettagliate e ravvicinate immagini prima di essere spenta, NIMS e VIMS, strumenti con l’Italia protagonista, hanno funzionato fino all’ultimo. Il contatto radio si è spento pochi secondi prima che Cassini si dissolvesse nell’atmosfera di Saturno, inviandoci ancora ulteriori dati. Il cammino finale della missione aveva sulla Terra diversi ‘occhi’ attenti a seguirne le ultime tracce. Tra questi, posizionata in provincia di Cagliari, c’è anche la Sardinia Deep Space Antenna (SDSA) dell’Agenzia Spaziale Italiana, ultima arrivata ma tra le più potenti antenne che fanno parte del Deep Space Network. SDSA ha visto il team dell’ASI, ben supportato dai colleghi dell’INAF, equipaggiare in poco tempo, ma in modo adeguato il radiotelescopio per “sentire” le missioni di spazio profondo. Il Sardinia Radio Telescope (SRT) è stato realizzato pochi anni fa dall’INAF in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, la Regione Sardegna e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

“Cassini ha esteso in modo esponenziale la nostra conoscenza del Sistema Solare”, ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston. “Questa missione, inoltre, è un esempio del miglior linguaggio della scienza, il linguaggio della cooperazione internazionale e della condivisione dei dati scientifici, essenziale per il successo delle esplorazioni spaziali. L’ASI ha una grande tradizione di collaborazione con le più importanti agenzie spaziali del mondo, e gli accordi che abbiamo fatto per la Sardina Deep Space Antenna, che entrerà nel Deep Space Network della NASA, innalzano ad un livello superiore la capacità spaziale italiana. Una prova di questa capacità l’abbiamo avuta il 22 agosto con il primo collegamento tra Cassini e la Deep Space Antenna. Potremmo definirla una storia d’amore scientifica: due strumenti italiani che si sono “baciati” dopo vent’anni ad oltre un miliardo di chilometri di distanza”. 

 

Saturno (Credits: Nasa)

“La missione che si conclude oggi parla molto italiano: sono passati oltre 300 anni dalla scoperta dei satelliti di Saturno da parte di Giovanni Domenico Cassini e oggi una sonda che porta il suo nome si tuffa nell'atmosfera di questo remoto pianeta, dopo averceli fatti conoscere da vicino” ha commentato il presidente dell’INAF Nichi D’Amico. “L'INAF partecipa con quattro membri del Team Scientifico dello spettrometro VIMS e 3 Participating Scientists, tutti dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma dell'INAF, che hanno prodotto circa il 20% delle pubblicazioni scientifiche generate dai dati dello strumento, uno dei principali a bordo della sonda. Una grande soddisfazione per il nostro Istituto, viste le sbalorditive scoperte che è stato possibile fare nel corso di questi 10 anni grazie al contributo di VIMS: dimostrare che Phoebe si è formato lontano dal Sole e che Saturno lo ha catturato nelle fasi primordiali del Sistema Solare, dimostrare che i laghi di Titano sono formati da idrocarburi, supporre la presenza di un oceano liquido sotto la crosta ghiacciata di Encelado. Chissà quali altre sorprese ci attendono in questo ultimo tuffo che ci porta un passo più avanti nella comprensione del nostro Universo. Ed è ulteriore motivo di soddisfazione assistere a questo evento con il nostro grande radiotelescopio della Sardegna, appositamente equipaggiato dall'ASI”. 

Frutto di una collaborazione iniziata nella seconda metà degli anni ’80 tra la NASA, l’Agenzia Spaziale Europea e l’Agenzia Spaziale Italiana la sonda Cassini-Huygens fu lanciata da Cape Canaveral il 15 ottobre del 1997 a bordo di un vettore Titan IV- Centaur che la portò, dopo un lungo viaggio con fly-by intorno a Venere, Terra e Giove ad inserirsi in orbita intorno al pianeta degli anelli il 1 luglio del 2004. A Natale dello stesso anno Huygens si distaccò e il 14 gennaio seguente iniziò la discesa, frenata da tre paracaduti in sequenza, tra le nubi di Titano, una delle lune di Saturno. Il lander acquisì dati per le due ore e mezzo della discesa ed un’altra mezzora sulla superficie, quanto le batterie di bordo consentirono, ma tanto bastarono per far vedere un mondo mai neppure immaginato dove le rocce sono di ghiaccio e la superficie è formata da una mistura di idrocarburi. Un paio di anni dopo il radar ci mostrò anche l’esistenza di laghi e mari di metano liquido al polo nord. Cassini, la cui operatività era inizialmente prevista essere di 4 anni ha lavorato a una distanza di quasi un miliardo e mezzo di chilometri, il suo segnale radio per giungere sulla Terra ha impiegato mediamente 60 minuti.

La Missione ha preso il nome dall'astronomo italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del Seicento, ebbe un ruolo fondamentale nello studio di Saturno e dei suoi anelli e da Christian Huygens che, chiamato da Cassini, nel frattempo diventato il primo direttore dell’Osservatorio di Parigi, lavorò con lui e che scopri l’esistenza di Titano. Gian Domenico Cassini, una pura coincidenza ma significativa, morì nel 1712 il 14 settembre.

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ASITV: Lo spazio profondo fa tappa a Cagliari

Prende il via il Sardinia Deep Space Antenna, il nuovo centro dell’Agenzia Spaziale Italiana a Cagliari inaugurato oggi durante la fase finale della missione Cassini con l'ultimo tuffo della sonda Nasa-Esa-Asi nell'atmosfera di Saturno. L’Italia entra così ufficialmente nel Deep Space Network

LIVE: Cassini al Grand Finale

Segui la diretta delle ultime fasi della missione dalla sede ASI con collegamenti da Cagliari, L'Aquila e Jet Propulsion Laboratory

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ASITV: Tutti i numeri di Cassini

7.9 miliardi di chilometri percorsi in totale. 2.5 milioni di comandi eseguiti. 294 orbite completate. Sono solo alcuni dei numeri di Cassini, missione da record che domani metterà in scena il Grand Finale

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Countdown per Cassini, missione da record

Alla vigilia del Grand Finale, ecco i principali numeri che hanno reso Cassini una missione cardine per la storia dell’esplorazione del sistema solare

Tra meno di ventiquattr’ore, andrà in scena lo spettacolare epilogo di una delle più famose e longeve missioni di esplorazione del nostro sistema planetario. Cassini, la sonda Nasa-Esa-Asi rimasta in orbita intorno a Saturno per oltre 13 anni, giungerà all’attesissimo Grand Finale.

 

Una conclusione degna della sua storia: tutti i numeri di Cassini indicano che si è trattata di una vera e propria impresa da record.

 

Cominciata nel 1997, la missione Cassini-Huygens ha raggiunto Saturno dopo 7 anni di viaggio, durante i quali ha percorso oltre 3.5 miliardi di chilometri, poi raddoppiati nel corso della sua vita attorno al pianeta ad anelli.

 

Alla vigilia di Natale del 2004 il lander Huygens si è staccato dalla sonda principale per dirigersi verso Titano, il più grande satellite di Saturno, e arrivare in seguito a sfiorare Encelado.

 

Da allora è iniziata un’intensa attività, che ha reso Cassini-Huygens la missione dei primati dell’esplorazione di uno dei sistemi planetari più complessi del nostro Sistema solare. Ma ecco alcuni dei numeri che hanno costruito la spettacolare storia della sonda:

 

7.9 miliardi di chilometri percorsi in totale

2.5 milioni di comandi eseguiti

294 orbite completate

635 GB di dati raccolti

27 nazioni coinvolte nella missione

Quasi 4.000 articoli scientifici pubblicati a partire dai dati raccolti

6 lune di Saturno scoperte

162 flyby delle lune

oltre 453.000 fotografie scattate

22 ‘tuffi’ tra gli anelli di Saturno

 

Domani 15 settembre 2017, a partire dalle 12 italiane, Cassini farà la sua discesa finale schiantandosi contro l’atmosfera di Saturno, e terminando così la sua gloriosa carriera.

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