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EVOLUZIONE INTERNA

Dawn indaga nelle profondità di Cerere

La sonda ha analizzato le caratteristiche lineari della superficie del pianeta nano in cerca di indizi sull’evoluzione interna

Le caratteristiche della superficie di Cerere e la sua evoluzione interna hanno un rapporto più stretto di quanto ritenuto finora. Lo afferma uno studio della Nasa  - condotto sui dati forniti dalla sonda Dawn - pubblicato sull’ultimo numero di Geophysical Research Letters. La ricerca, ha analizzato le proprietà della superficie, soffermandosi sui crateri e sulle catene dei pozzi del pianeta nano. Dalle conclusioni dello studio, si evince che fino a un miliardo di anni fa,  il materiale  sotto la superficie è stato spinto verso l’alto creando fratture nella crosta esterna. Questa scoperta consentirà di comprendere meglio le fasi evolutive del pianeta nel corso del tempo.


Il team di Dawn ha generato una mappa composta da più di 2000 caratteristiche lineari presenti su Cerere con lunghezze superiori a un chilometro, situate al di fuori dei crateri d’impatto. Successivamente si sono soffermati su due tipi di proprietà lineari per studiare la loro connessione con il materiale superficiale. Si tratta della serie di depressioni di forma circolare create dai frammenti provenienti dai grandi crateri da impatto e dei piccoli pozzi, espressioni superficiali delle fratture situate al di sotto della superficie.

 


Secondo il parere degli scienziati solo le catene di pozzi forniscono una panoramica sull’evoluzione interna di Cerere. Nello specifico il team della sonda ritiene che il materiale che componeva gli stessi,  possa essersi spostato verso l’alto, dato che queste specifiche zone sono meno dense. Le informazioni recentemente acquisite, saranno di aiuto agli scienziati che contribuiranno all’evoluzione del modello sul nucleo di Cerere, in particolare, dovranno verificare se l’accumulo di materiale possa essersi verificato anche in corrispondenza delle fratture. La partecipazione italiana alla missione consiste nella fornitura dello spettrometro VIR-MS, da parte dell'Agenzia Spaziale Italiana. Lo strumento è stato  realizzato da Leonardo sotto la guida scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF