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Dawn e Cerere, vicini vicini

E' giunta nella sua orbita finale intorno a Cerere la sonda della NASA Dawn, raggiungendo l'ultima sua quota, a 380 km di altezza

La sonda Dawn della NASA si trova in questi giorni lungo la sua orbita più bassa, 380 km, attorno al pianeta nano Cerere, e grazie a questo punto di vista privilegiato, ci restituisce delle immagini spettacolari. Il nuovo set di dati fornisce numerosi dettagli della superficie, piena di crateri e fratture.

 

La sonda rimarrà a questa altitudine per il resto della sua missione, e anche quando il tempo nominale della missione sarà terminato. La risoluzione delle nuove immagini è di circa 35 metri per pixel.

 

Tra le visuali più sorprendenti spicca senza dubbio una serie di crateri chiamata Gerber Catena, che si trova a ovest del grande cratere Urvara. Depressioni e fratture sono caratteristiche molto comuni su corpi planetari di grandi dimensioni, e sono causate da contrazioni e sollecitazioni varie della crosta, a causa di urti o formazione di grandi montagne, come ad esempio il Monte Olimpo su Marte. Le fratture trovate lungo tutta la superficie di Cerere indicano che potrebbero essersi verificati processi simili, nonostante le sue modeste dimensioni (il diametro di Cerere è pari a circa 940 km). Molte delle avvallature e dei canali presenti su Cerere si sono probabilmente formati a seguito di impatti, ma alcuni sembrano di origine tettonica, ovvero frutto di tensioni interne che hanno comportato la rottura della crosta.

 

«Non abbiamo ancora capito perché le fratture presenti sulla superficie di Cerere siano così marcate, ma molto probabilmente sono legate alla struttura complessa della sua crosta», ha dichiarato Paul Schenk, membro del team scientifico di Dawn presso il Lunar and Planetary Institute di Houston.

 

Anche gli altri strumenti a bordo di Dawn hanno iniziato un periodo di intensa osservazione, questo mese. Lo spettrometro ad immagine VIR-MS (Visible and Infrared Mapping Spectrometer) fornito da ASI e realizzato da Finmeccanica- Selex ES con la guida scientifica dell’INAF-IAPS. Anche il rivelatore di raggi gamma e neutroni è operativo e fornirà informazioni preziose circa le abbondanze di alcuni elementi sul pianeta nano.