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Curiosity, autoritratto ‘marziano’

Il rover della NASA, impegnato a raccogliere campioni sabbiosi sul Pianeta Rosso, si è concesso un selfie che lo ritrae sulla duna Namib. Proseguono le ricerche su sabbia e vento marziani

Ad un mese e mezzo all’avvio di ExoMars, la missione di esplorazione di Marte che vede la collaborazione di ESA e Roscomsos e la significativa partecipazione del nostro paese attraverso l’ASI, il Pianeta Rosso è sempre sotto i riflettori. Sono sempre molto intense, infatti, le attività di studio e analisi di campioni condotte dai rover Curiosity e Opportunity della NASA

Nelle ultime settimane ambedue gli 'esploratori marziani' hanno fatto parlare di sé, passandosi il testimone in un’ideale staffetta, per i progressi delle loro ricerche. Ora è di nuovo Curiosity, il rover più 'giovane', a tornare alla ribalta con un selfie (foto a sinistra) che lo ritrae sulle sabbie della duna Namib, la zona in cui sono concentrati i suoi sforzi investigativi. 

L’autoritratto è stato realizzato combinando 57 immagini scattate lo scorso 19 gennaio dallo strumento MAHLI (Mars Hand Lens Imager), collocato sul braccio del rover.  

La duna Namib fa parte di un’area denominata Bagnold Dunes. La zona è caratterizzata da dune di sabbia scura lungo il fianco nordoccidentale del Monte Sharp ed è stata scelta per analizzare il rapporto tra il vento che spazza Marte e la composizione della sabbia. Nella giornata in cui sono state realizzate le fotografie del selfie, Curiosity ha saggiato il bordo della duna e provveduto, con esito positivo, alla prima raccolta di campioni sulle tre previste.  

La sabbia di Marte (Credits: NASA) La seconda raccolta è stata effettuata, con successo, nello stesso giorno, mentre la terza è stata compiuta il 22 gennaio.

Durante l’acquisizione del terzo ‘assaggio’ di sabbia, si è verificato un problema con il meccanismo dello strumento che lavora i campioni. Infatti, un componente dell’apparecchio CHIMRA (Collection and Handling for In-Situ Martian Rock Analysis), chiamato ‘CHIMRA tunnel’, non si è aperto e non ha permesso il passaggio della sabbia nel setaccio. Curiosity ha quindi bloccato ulteriori attività di raccolta e campionatura. 

Anche se ora è in corso un processo di controllo e diagnosi, il team di ricerca del rover prosegue l’attività di indagine utilizzando gli strumenti per il remote sensing che sono installati sull’antenna di Curiosity. Infatti, una componente di rilievo nello studio delle dune è inquadrare ripetutamente la medesima zona per controllare i movimenti della sabbia causati dal vento marziano e per raccogliere dati sulla forza e sulla direzione del vento. Nella foto a destra, scattata sempre dallo strumento MAHLI, un particolare della sabbia di Marte riversata sul suolo del pianeta, dopo essere stata passata al setaccio dal rover. 

Dopo la fase dedicata allo studio delle dune, i ricercatori stanno valutando altri possibili siti dove Curiosity, una volta tornato operativo al 100%, potrà utilizzare il sui trapano per raccogliere campioni nel sostrato roccioso.