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Cupola e Nodo 3: sei anni sulla ISS

L'8 febbraio 2010 partiva la missione STS-130, che avrebbe portato sulla Stazione Spaziale Internazionale gli ultimi due moduli 'made in Italy' prima del PMM

Sei candeline per la missione del Programma Space Shuttle STS-130, che l’8 febbraio 2010 ha portato sulla Stazione Spaziale Internazionale due gioielli made in Italy: la Cupola  e il terzo modulo di collegamento per la Stazione, il Nodo 3.

 

Entrambi i 'payload' avevano preso il volo dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral a bordo della navicella Endeavour

 

Scopo della missione era proprio l’installazione sulla ISS di questi due nuovissimi elementi, realizzati dall’azienda franco-italiana Thales Alenia Space nei suoi stabilimenti di Torino e consegnati alla NASA circa tre mesi prima del lancio.

 

 

Prima di tutto, la Cupola: un vero e proprio occhio aperto sullo spazio, che con le sue 7 finestre ha spalancato agli astronauti sulla ISS un panorama a 360 gradi mai visto prima.

 

Con la sua forma semisferica e i suoi 3 metri di diametro, la Cupola può ospitare più persone nello stesso tempo e offre un panorama mozzafiato sui corpi celesti. Da lì sono state scattate le più belle fotografie del nostro pianeta dallo spazio.

 

Non solo: la Cupola permette di osservare direttamente il braccio meccanico della stazione spaziale, controllando in maggior sicurezza le operazioni di attracco sulla ISS e le passeggiate spaziali degli astronauti.

 

Altrettanto innovativo è stato il contributo portato dal Nodo 3, battezzato Tranquility nel 2009 in onore del quarantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna. Nel ’69 Armstrong e Aldrin erano infatti approdati nel “Mare della Tranquillità” del nostro satellite: da qui il nome dato al terzo e ultimo modulo di collegamento della ISS, scelto dalla NASA dopo un concorso a cui hanno partecipato oltre un milione di persone.

 

Un cilindro lungo 7 metri e largo 4,7, che costituisce un concentrato di tecnologia avanzata: Tranquility vanta ad esempio un sofisticatissimo impianto di ricondizionamento dell’aria e un sistema per distillare l’urina e trasformarla in acqua potabile.

 

Ma anche alcune componenti più domestiche, che hanno permesso agli inquilini della ISS di sentirsi più a casa: come una “palestra spaziale” dotata di tapis roulant e vogatore, per gli allenamenti quotidiani ad altissima quota.

 

Il Nodo 3 ha completato così il suo predecessore, il Nodo 2, realizzato dall'ASI e dalla stessa Thales Alenia Space per conto dell’ESA e portato in orbita dall’astronauta italiano Paolo Nespoli nel 2007.

 

I due nodi 2 e 3 con la Cupola, il modulo permanente dell’ASI, evoluzione dei moduli logistici, il PMM e il laboratorio dell’ESA Columbus, rappresentano circa il 50% dello spazio pressurizzato abitabile sulla Stazione Spaziale Internazionale: per questo l’Italia può dire di aver contribuito a realizzare metà della capacità abitativa della ISS. Un altro traguardo da festeggiare, oltre al sesto compleanno della missione STS-130.