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COPUOS, 53ma Sessione STSC

Entrano a far parte del Comitato sei nuovi paesi membri. All’ASI la vicepresidenza CEOS per il biennio 2016-2017

Si è conclusa questa sera a Vienna la 53ma Sessione del Sottocomitato Tecnico-Scientifico (STSC) del COPUOS - Comitato delle Nazioni Unite per l’Uso Pacifico dello Spazio – che ha dato il benvenuto a sei nuovi Stati membri: El Salvador, Israele, Oman, Qatar, Sri Lanka e Emirati Arabi Uniti.

 

I lavori di questa edizione sono stati presieduti dall’indiano Vinay Kumar Dadhwal e coordinati dall’UNOOSA, l’Ufficio per gli Affari Spaziali delle Nazioni Unite che ha sede a Vienna e dal 2014 è diretto dall’astrofisica italiana Simonetta Di Pippo.

 

La delegazione italiana, guidata dal Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni internazionali a Vienna, ambasciatore Filippo Formica, e da rappresentanti ed esperti dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha assicurato la propria costante e incisiva partecipazione ai lavori sia in plenaria che nei gruppi  tecnici dedicati agli argomenti in agenda.

 

Nel suo intervento l’ambasciatore Formica ha sottolineato “l’eccezionalità del 2015 in termini di contributo italiano all’esplorazione spaziale”, ricordando la missione di lunga durata FUTURA dell’astronauta Samantha Cristoforetti, il ruolo di primo piano nella missione europea ROSETTA e lo sviluppo del veicolo di rientro IXV. “Eventi – ha detto l’ambasciatore - che testimoniano il grande impegno dell’ASI e dell’industria spaziale italiana”.

 

Nel dettaglio, l’Agenzia Spaziale Italiana ha contribuito ai lavori anche con una serie di dettagliate presentazioni tecniche: sul contributo dell’industria Italiana all’esplorazione spaziale, sul contributo nazionale alla meteorologia spaziale, sull’iniziativa ASI “ISS Science Directory” e sull’uso congiunto dei dati della costellazione COSMO-SkyMed e Sentinel per  il monitoraggio dell’ambiente e la gestione delle emergenze.

 

Grande rilievo, in diversi panel, ha avuto il tema dei detriti spaziali (Space Debris). A questo riguardo l’Italia il proprio ruolo di prima linea, mediante – tra le altre cose - il coinvolgimento di ASI nel consorzio che darà attuazione al programma europeo di sorveglianza dello spazio e tracciamento (SST), e rinnovando il supporto allo IADC (Inter-Agency Space Debris Coordination Committee).

 

Quanto all’Osservazione della terra e al Telerilevamento, è stato messo in luce il contributo offerto attraverso i dati di COSMO-SkyMed, la cui costellazione sarà incrementata nel 2019 con due nuovi satelliti di seconda generazione (CSG). 

 

Inoltre, è stata valorizzata l’attività dell’ASI nel Comitato per l’Osservazione Satellitare della Terra (CEOS) e nel “Working Group on Disasters”, di cui ha ottenuto  la vicepresidenza per il periodo 2016-2017.  Doverosamente menzionati anche i due programmi iperspettrali:  PRISMA, il programma nazionale che sarà lanciato nel 2018; e SHALOM, in cooperazione con l’Agenzia Spaziale Israeliana (ISA).

 

La delegazione italiana ha, infine, espresso pieno sostegno al processo UNISPACE+50. Promosso e coordinato da UNOOSA per celebrare nel 2018 il cinquantesimo anniversario della  prima Conferenza delle Nazioni Unite sull’esplorazione e l’uso pacifico dello spazio (1968),  UNISPACE+50 rappresenterà un foro privilegiato per la promozione della cooperazione internazionale in ambito spaziale in sei aree tematiche prioritarie: Global partnership in space exploration and innovation; International framework for space weather services; Strengthened space cooperation for global healthInternational cooperation for resilience; Enhanced information exchange on space objects and events; Capacity-building for the 21st Century.