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Copernicus, ESA e UE si affidano a TAS

Firmato a Roma il contratto tra l'Agenzia Spaziale Europea e l'Unione Europea con Thales Alenia Space per la realizzazione di due nuovi satelliti della costellazione

“Con la firma di oggi è stato fatto un altro passo avanti nella costruzione di una infrastruttura che guarda al futuro, ai prossimi venti anni, alle opportunità che questa offre, non solo alle nazioni europee per la gestione del territorio, ma ai cittadini stessi grazie all’accesso libero ai dati che la costellazione Copernicus ci fornirà”. Questo, in sintesi, il parere del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston, presente a Roma alla cerimonia per la firma del contratto sottoscritto da ESA e Commissione Europea con Thales Alenia Space per la realizzazione delle nuove sentinelle del pianeta: i satelliti Sentinel 1C e 1D del programma Copernicus. Il contratto ha un valore di 400 milioni di Euro.

 

La nuova coppia fa parte della prima famiglia di satelliti previsti dal programma Copernicus, specializzati nelle osservazioni radar. Dovrebbero essere competati, rispettivamente, nel dicembre 2020 e nel luglio 2021.

 

Tutti i dati generati dai satelliti del programma Copernicus sono liberamente accessibili. E sono moltissimi: già adesso superano di 7,5 volte il traffico dati generato dai cinque miliardi di telefonini attivi sul pianeta. Riguardano la situazione di suolo e foreste, ghiacci, mari e coste, e potranno essere utilizzati per le applicazioni più diverse: dalla gestione dell'agricoltura al controllo del traffico marittimo e delle coste, fino allo studio del clima.

“Quello per le nuove sentinelle è un contratto che guarda al futuro”, ha detto il direttore dei programmi di Osservazione della Terra dell'ESA, Volker Liebig. È un “passo in avanti decisivo” anche per il responsabile del programma Copernicus per la Commissione Ue, Mauro Facchini. “I due satelliti - ha aggiunto - sono finanziati al 100% dalla Commissione Ue”.

 

Guarda al futuro “con ottimismo” anche l'industria: per Donato Amoroso, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, il contratto “testimonia il valore degli investimenti fatti in passato”. La tecnologia radar alla base dei satelliti Sentinel 1 è infatti mutuata da quella della costellazione italiana COSMO SkyMed, programma dell’Agenzia Spaziale Italiana. Ed è grazie alle competenze dell’ASI nel campo del telerilevamento che l’Italia svolge un ruolo di primo piano nel programma Copernicus: “non è un caso che i satelliti e le infrastrutture di Copernicus siano nate in Italia, come frutto dell'investimento sostanzioso nel programma Cosmo SkyMed”.

 

L'industria italiana è coinvolta, oltre che con Thales Alenia Space, anche con Finmeccanica - SelexEs (Finmeccanica), che costruisce i sensori per satelliti Sentinel 1C e 1D, e con Telespazio (Finmeccanica-Thales), coinvolta nell'elaborazione dei dati.