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Alla 'firma' le nuove Sentinelle

ESA e TAS formalizzeranno il 9 febbraio il contratto per la realizzazione dei Sentinel-3C e 3D di Copernicus. Intanto il 16 si lancia il Sentinel 3-A

Sarà di nuovo Thales Alenia Space (TAS) l’azienda responsabile della costruzione delle nuove 'sentinelle' del programma di osservazione della Terra Copernicus.

 

L’ESA ha infatti annunciato che il prossimo 9 febbraio firmerà a Parigi con TAS il contratto da 450 milioni di euro per la realizzazione di Sentinel-3C e Sentinel-3D.

 

La nuova coppia di satelliti fa parte della terza famiglia prevista dal programma Copernicus, Sentinel-3, specializzata in osservazioni di oceanografia. Queste sentinelle saranno in grado di osservare la topografia dei mari, misurare la temperatura superficiale delle acque e delle terre emerse, monitorare i cambiamenti del livello del mare e della superficie dei ghiacciai. Forniranno così un contributo fondamentale per le previsioni delle condizioni marittime e climatiche, ma anche dell’inquinamento e della produttività biologica.

 

Sentinel-3C e -3D verranno mandati in orbita tra il 2020 e il 2021, andando a integrare il lavoro delle altre sentinelle di Copernicus. Si tratta di satelliti che già presentano in gran parte il marchio TAS: Thales Alenia Space, azienda franco-italiana nata dalla collaborazione tra Thales (67%) e Finmeccanica (33%), ha infatti già sviluppato l’intera famiglia Sentinel-1, usata per l’osservazione radar, e i primi due satelliti di Sentinel-3, usati per il monitoraggio oceanografico.

 

Sentinel-1A è attualmente in orbita, mentre Sentinel-1B lo raggiungerà quest’anno. Lo stesso vale per Sentinel-3A, che sarà lanciato il 16 febbraio dal cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia, a bordo di un razzo Rockot; Sentinel-3B, invece, sarà lanciato nel 2017.

 

La famiglia Sentinel-2, dedicata all’osservazione multi-spettrale, è stata affidata all’azienda tedesca Astrium, e i dati che sta raccogliendo il suo primo satellite (Sentinel-2A) saranno integrati con quelli registrati da Sentinel-3.

 

Altre tre famiglie di sentinelle sono inoltre previste dal programma Copernicus nei prossimi cinque anni: i Sentinel-4, di tipo geostazionario, monitoreranno le componenti atmosferiche; i Sentinel 5, satelliti a bassa orbita, osserveranno la composizione chimica dell’atmosfera; i Sentinel-6 studieranno le superfici dei mari e degli oceani a fini climatologici.

 

Tutti insieme, questi potenti “occhi” sul nostro pianeta contribuiranno a portare a termine il programma prima conosciuto come GMES (Global Monitoring for Environment and Security) e ora rinominato appunto Copernicus. Si tratta del più vasto e ambizioso progetto GEOSS dell’Agenzia Spaziale Europea, che punta allo sviluppo di un sistema indipendente per l’osservazione globale della Terra.

 

Obiettivo in cui l’Italia è coinvolta in prima linea: già nel 1998 l’ASI era nel pool di agenzie spaziali che hanno dato vita al progetto GMES (il primo accordo è stato firmato proprio nel nostro Paese, sul Lago Maggiore, nell’ottobre del ‘98).

 

Dieci anni dopo, alla riunione ministeriale ESA nel novembre 2008, l’Italia ha stanziato 120 milioni di euro per lo sviluppo di Copernicus.

 

Questo ha fatto sì che gran parte delle infrastrutture di Copernicus nascessero in Italia: in particolare, la tecnologia radar alla base dei satelliti Sentinel-1 è mutuata da quella della costellazione italiana COSMO SkyMed, programma dell’Agenzia Spaziale Italiana.

 

Ancora, il nostro Paese ha ricoperto un ruolo di primaria importanza nella realizzazione del satellite Sentinel-3A: la piattaforma è stata preparata nello stabilimento romano di Thales Alenia Space, mentre uno degli strumenti di bordo è stato realizzato dalla Selex ES a Firenze. 

 

Infine è proprio l’ASI che ha ospitato la prima grande conferenza internazionale su Copernicus, tenutasi nella sede dell’Agenzia Spaziale Italiana a Roma il 18 settembre 2014. L’evento, chiamato  “Copernicus for environment and human security”, ha visto la partecipazione di oltre 350 delegati provenienti da tutta Europa, ed è stata la prima grande occasione per fare il punto sui progressi e gli obiettivi futuri di Copernicus.

 

Parla dunque anche italiano questo grande programma di osservazione satellitare della Terra. Il nuovo accordo ESA-TAS di settimana prossima segnerà ora un nuovo passo avanti nell’agenda di Copernicus, su cui l’Italia continuerà a investire per promuovere la priorità del settore spaziale.