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Cerere in dettaglio

La sonda della NASA Dawn si è avvicinata a soli 340 km dalla superficie di Cerere, catturando dettagli della crosta dell'asteroide

Qualche settimana fa la sonda Dawn ha raggiunto la sua quota più bassa, arrivando a una distanza di 385 km da Cerere. Grazie a questa posizione privilegiata è stato possibile studiare con un dettaglio senza precedenti una serie di crateri, rilievi e fratture della superficie su cui da tempo si interrogano gli astronomi.

 

Il cratere Kupalo (che illustra la news), uno dei più giovani di Cerere, ha mostrato molti particolari affascinanti alla risoluzione di 35 metri per pixel. Il materiale di cui è composto lungo il bordo è chiaro, e potrebbe trattarsi di sali, mentre la regione pianeggiante è probabilmente formata da materiali fusi a seguito dell’impatto e detriti. I ricercatori stanno cercando di capire se questo materiale sia in qualche modo legato a quello che si trova nelle macchie luminose del cratere Occantor. Kupalo, che ha un diametro di 26 km e si trova a latitudini medie, prende il nome dal dio della vegetazione e del raccolto della cultura russa.

 

«Questo cratere e i suoi depositi, che si sono formati in epoche molto recenti, saranno un obiettivo di primaria importanza nella fase di mappatura finale ed estremamente dettagliata di Dawn», ha detto Paul Schenk, un membro del team scientifico di Dawn presso il Lunar and Planetary Institute di Houston.

Dantu Crater. Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Grazie a questa orbita bassa ed estremamente vantaggiosa per le osservazioni, Dawn ha raccolto immagini della ricca rete di fratture presenti all’interno del cratere Dantu, che ha una larghezza pari a 126 km. Fratture simili sono state osservate anche in uno dei crateri più giovani della Luna, chiamato Tycho. Tali fessure possono essere il risultato del raffreddamento a seguito di un impatto, oppure del sollevamento del suolo dopo la formazione del cratere. 

 

Un cratere da 32 km di diametro, che si trova a ovest di Dantu, è invece ricoperto da ripidi pendii e rilievi pronunciati. Queste strutture si sono formate probabilmente durante il processo di formazione, quando il cratere subisce innalzamenti e crolli. La forma curvilinea dei pendii ricorda le immagini scattate da Dawn su Vesta tra il 2011 e il 2012, in particolare quelle che ritraevano il cratere Rheasilvia.

Rhea Silvia Crater, Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA