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Buon compleanno, SOHO

Spegne venti candeline la missione congiunta NASA-ESA dedicata allo studio del Sole. Di grande rilievo i risultati sinora conseguiti. SOHO ha avuto un profondo impatto sull’eliofisica

Ha appena raggiunto un traguardo ragguardevole e ha dato uno straordinario impulso ad una branca della fisica che vent’anni fa muoveva ancora i primi passi. Il festeggiato in questione è il Solar and Heliospheric Observatory ovvero SOHO, lanciato il 2 dicembre 1995 da Cape Canaveral con un vettore Atlas.

Progettato per avere una vita operativa di due anni, SOHO ha avuto poi sette estensioni che hanno consentito di osservare quasi interamente due cicli solari di 11 anni e l’hanno reso la missione di osservazione solare di più lunga durata.

E anche se quattro dei suoi dodici strumenti non sono più utilizzati, perché superati dai sensori di nuova generazione delle missioni più recenti, l’osservatorio continua a fornire alla comunità scientifica dati di fondamentale importanza per approfondire la conoscenza della nostra stella. 

E’ proprio su SOHO che gli scienziati fanno affidamento per monitorare gli effetti dello ‘space weather’ sulla Terra e per prevedere tempeste solari potenzialmente pericolose. L’osservatorio, infatti, ha fornito - per la prima volta e con una copertura h 24 - dati sulle esplosioni che avvengono sul Sole, definite emissioni di massa coronale (CMECoronal Mass Ejections). 


Immagine artistica di SOHO (Credits: NASA/ESA) Le CME e altri fenomeni quali i brillamenti (flare), in situazioni estreme, possono causare problemi alla rete elettrica e ai sistemi di navigazione come il GPS e quindi hanno un impatto diretto sulle attività dell’uomo.  

La foto in alto a sinistra mostra proprio due CME, riprese l’8 novembre 2000 da LASCO (Large Angle and Spectacular COronagraph), uno degli strumenti di SOHO

L’instancabile osservatorio non si è limitato a scrutare il Sole, ma ha puntato i suoi occhi anche sulle comete, diventando il più prolifico ‘cacciatore’ di questi corpi celesti nella storia delle scoperte astronomiche.

Ha individuato oltre 3000 comete nella fase in cui si stavano avvicinando al Sole e tra queste, la ben nota ISON che fu immortalata il 28 novembre 2013 ad una distanza di 1,2 milioni di km dal Sole. 

Sopravvissuto ad un paio di ‘disavventure’ spaziali di notevole entità nel 1998 (perdita di controllo durante una manovra di routine) e nel 1999 (guasto dei tre giroscopi), SOHO ha proseguito imperterrito il suo lavoro e dovrebbe andare in pensione nel 2018