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TRAGUARDO PER LA SONDA NASA

Buon compleanno, MRO

Dieci candeline per Mars Reconnaissance Orbiter, la missione della NASA che il 10 marzo 2006 entrava nell’orbita di Marte

E’ costantemente sulla cresta dell’onda e a pochi giorni dal lancio della missione ExoMars il Pianeta Rosso continua a far parlare di sé. Questa volta il corpo celeste è al centro dell’attenzione per il compleanno di uno degli ‘investigatori’ spaziali che hanno puntato il loro sguardo elettronico sulla sua superficie. 

Si tratta della sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA che il 10 marzo 2016 ha festeggiato dieci anni di attività, compiuta orbitando intorno a Marte per 45mila volte. 

Ideata per studiare la storia dell’acqua sul Pianeta Rosso e caratterizzarne il clima, MRO è stata lanciata da Cape Canaveral il 12 agosto 2005 a bordo di un vettore Atlas V e ha raggiunto il suo target dopo poco meno di sette mesi di viaggio. 

Grazie ai suoi sei strumenti, ancora pienamente attivi, la sonda è stata sinora in grado di delineare, con un dettaglio senza precedenti, il ritratto di un pianeta che miliardi di anni fa presentava svariati ambienti umidi e che tuttora mostra una situazione di notevole dinamismo.  

Le scoperte di maggiore rilievo di MRO, che si muove ad una quota compresa tra il 250 e i 316 km ed ha superato il termine della vita operativa inizialmente previsto, riguardano la possibilità della presenza stagionale di acqua su Marte, l’identificazione di strutture geologiche sotterranee, l’analisi degli strati dell’atmosfera e l’osservazione quotidiana del clima sull’intero pianeta. 

Rocce scolpite dal vento marziano (Credits: NASA)

I dati raccolti da MRO hanno consentito agli studiosi di individuare tre distinti periodi su Marte. Le osservazioni condotte sulle superfici più antiche mostrano che sono esistiti diversi tipi di ambienti in cui era presente l’acqua, alcuni di essi con condizioni più favorevoli ad accogliere la vita.

In tempi più recenti, l’acqua è passata allo stato di vapore tra i depositi di ghiaccio polare e quelli di neve e ghiaccio a latitudini più basse, creando dei fenomeni connessi a cambiamenti ciclici simili a quelle delle ere glaciali sulla Terra. 

Il pianeta odierno, infine, è caratterizzato da una notevole e varia attività dinamica, che include crateri direcente formazione, valanghe, tempeste di polvere, gelate stagionali e scioglimento di strati di biossido di carbonio, e, durante l’estate 'marziana', il gocciolamento di acqua salmastra. 

La sonda, ogni settimana, invia al proprio segmento di Terra una messe di dati di gran lunga maggiore rispetto alle altre missioni marziane considerate tutte insieme nello stesso arco di tempo. Inoltre, MRO ha realizzato la mappatura delle zone del Pianeta Rosso in cui si sono posati i rover di altre missioni di esplorazione e ha permesso agli esperti di condurre un’accurata valutazione di zone potenzialmente adeguate per futuri sbarchi su Marte