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BluemassMed: il Mediterraneo monitorato dallo spazio

Il progetto dell’Unione Europea sulla sorveglianza marittima compie ulteriori passi avanti. Il videoservizio su AsiTV

21 Feb 2011

BluemassMed (Blue Maritime Sorveillance System Med), il progetto pilota per il Mediterraneo che costituisce uno dei principali asset del Piano dell’Unione Europea per lo sviluppo di una Politica Marittima Integrata, continua a crescere. L’occasione per fare il punto sullo ‘stato dell’arte’ e sulle prospettive è stata il workshop organizzato questa mattina presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana a Roma.

BluemassMed mira a rafforzare il coordinamento e la cooperazione nel campo della sorveglianza marittima tra i principali attori degli Stati Membri dell’Unione che si affacciano sul Mediterraneo ed è un punto focale per la creazione di una politica di intervento marittima integrata a livello europeo. Il progetto prevede l'utilizzo di sistemi spaziali nazionali ed europei, di prossima realizzazione e già esistenti, che operano nei settori dell’Osservazione della Terra, Telecomunicazione e Navigazione satellitare. Sono 37 le Pubbliche Amministrazioni di Italia, Francia, Spagna, Grecia, Portogallo e Malta che si sono impegnate a far crescere gli scambi di informazioni puntati a promuovere una migliore cooperazione.

“Il mare è la frontiera della sicurezza per l’Europa – ha dichiarato il presidente dell’ASI Enrico Saggese a margine dell’incontro – e il progetto BluemassMed rappresenta l’intenzione dei paesi europei di convogliare gli sforzi verso la creazione di una rete europea per il controllo del Mediterraneo con applicazioni che spaziano dal controllo dei traffici illeciti al contenimento dell’emergenza in caso di disatri naturali. In quest’ottica - ha aggiunto Saggese - il contributo della costellazione COSMO-SkyMed è uno degli elementi chiave”.

 

COSMO-SkyMed grazie all’elevato numero di acquisizioni giornaliere e alla prontezza di intervento nelle situazioni critiche, fornisce un valido aiuto agli altri sistemi satellitari preposti alla sorveglianza marittima come MARISS (MARitime Security Service); in particolare la modalità di “real time monitoring services” ovvero la capacità di rivisitare una zona precisa in modo continuo in caso di necessità, lo rende un potente alleato nel controllo di aree colpite da disastri naturali.
Lo sfruttamento delle potenzialità dei sistemi satellitari deve procedere congiuntamente con quello degli strumenti di terra – ha concluso Saggese – solo così potremo garantire una copertura completa delle aree di interesse e ampliare il sistema di monitoraggio continentale.”